È stato arrestato l’uomo che, nella notte tra martedì e mercoledì, avrebbe appiccato il fuoco all’interno di un appartamento di via Bonazzi, nel centro di Benevento. Si tratta di un 34enne del capoluogo, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto ad altra misura restrittiva, ritenuto responsabile dei reati di incendio e detenzione illegale di armi e munizioni.

L’incendio, sviluppatosi in un alloggio di proprietà ACER occupato abusivamente dal 34enne insieme a una 31enne beneventana, ha distrutto in pochi minuti tutto il mobilio dell’abitazione, provocando ingenti danni strutturali e rendendo inagibile anche l’appartamento del piano superiore. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Compagnia di Benevento, che hanno avviato le indagini per chiarire le cause del rogo.
Le testimonianze raccolte e gli accertamenti tecnici hanno orientato l’attività investigativa proprio verso il 34enne, permettendo di acquisire gravi indizi a suo carico.
A conclusione di una mirata attività info–investigativa, i militari hanno eseguito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione di una 35enne di Benevento, frequentata dal sospettato. All’interno sono stati rinvenuti e sequestrati:
una pistola lancia razzi;
un fucile da caccia;
45 cartucce di vario calibro per armi corte;
diversi oggetti di dubbia provenienza, tra cui orologi, suppellettili e argenterie;
gli indumenti indossati dal soggetto al momento dell’incendio.
Tutto il materiale, insieme alle armi e alle munizioni, è stato sottoposto a sequestro penale per i necessari accertamenti.
Il 34enne, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Benevento su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’uomo e la donna sono stati inoltre denunciati in stato di libertà per occupazione abusiva dell’immobile di proprietà ACER.
L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento, volto a contrastare ogni forma di illegalità e a garantire la sicurezza della collettività.
Si ricorda che la persona arrestata è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.