Colpo di scena all’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei tre indagati per la scomparsa di Mimì Manzo, l’ex muratore di Prata Principato Ultra del quale si sono perse le tracce dalla notte dell’8 gennaio 2021, mentre era in corso nella sua abitazione la festa di compleanno della figlia Romina.
Il gup Antonio Sicuranza ha emesso un provvedimento tecnico di 16 pagine, accogliendo l’istanza delle parti civili, rimettendo gli atti alla Procura con l’indicazione di modificare il capo di imputazione per Loredana Scannella e Alfonso Russo, da sequestro di persona a omicidio aggravato dai abietti e futili motivi, con soppressione e distruzione di cadavere. Mentre, nulla è cambiato per Romina che resta indagata per favoreggiamento.
Questa decisione, se recepita dalla Procura, aprirebbe tutto un altro scenario con l’avvio di un processo in Corte d’Assise e la contestazione di un reato punibile con l’ergastolo. Per il legale della sorella dello scomparso, Lucia Manzo, l’avvocato Felice Nicodemo, il giudice ha restituito alla procedura giudiziaria la verità dei fatti.
Diverso il pensiero dell’avvocato di Russo, Dario Cierzo, secondo il quale non ci sarebbero gli elementi neanche per procedere per l’ipotesi di reato di sequestro di persona. Mentre di tutt’altro avviso sono i legali dei figli di Mimì Federica Renna ed Ennio Napolillo che parlano di giornata importante.