In merito al grave episodio verificatosi nella serata di ieri presso la Casa Circondariale di Avellino, dove un detenuto è stato brutalmente aggredito dai propri compagni di cella e successivamente trovato in possesso di un telefono cellulare durante il trasferimento presso l’Ospedale Moscati, il SAPPE esprime forte preoccupazione per una situazione che continua a evidenziare profonde criticità organizzative e gestionali dell’istituto.
Marianna Argenio, vicesegretario regionale del SAPPE Campania, dichiara:
«Ancora una volta è stato determinante il tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria, che con professionalità, spirito di sacrificio e senso del dovere ha evitato conseguenze ben più gravi. Agli uomini e alle donne del Corpo va il nostro plauso per l’impegno quotidiano profuso in un contesto lavorativo sempre più complesso e gravoso.
L’aggressione avvenuta all’interno di una cella e il successivo rinvenimento di un telefono cellulare nella disponibilità del detenuto coinvolto rappresentano l’ennesimo segnale di una situazione che richiede interventi immediati e non più rinviabili. Si tratta di episodi che testimoniano un quadro gestionale che da tempo desta preoccupazione e che impone una seria riflessione da parte dell’Amministrazione Penitenziaria.
Da mesi il SAPPE denuncia la mancanza di una direzione stabile e di un’organizzazione del lavoro che, di fatto, non è mai realmente decollata. Il carcere di Avellino necessita di una guida autorevole, presente e capace di garantire equilibrio nella gestione del personale, efficienza organizzativa e adeguati livelli di sicurezza all’interno dell’istituto.
Per tali ragioni rivolgiamo un appello ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Provveditore Regionale della Campania affinché venga disposto con urgenza l’avvicendamento dell’attuale direzione e sia attivato immediatamente un interpello per l’individuazione di un direttore stabile, capace di affrontare e risolvere le numerose problematiche che da troppo tempo affliggono l’istituto irpino.
Le criticità registrate negli ultimi mesi, unite al crescente malessere del personale, non possono essere ulteriormente sottovalutate. Occorre un cambio di passo concreto che restituisca fiducia agli operatori e garantisca adeguati standard di sicurezza e legalità.
Proprio per denunciare pubblicamente la grave situazione in cui versa la Casa Circondariale di Avellino e per chiedere interventi immediati da parte dell’Amministrazione, il prossimo 29 giugno la maggioranza delle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria sarà presente in manifestazione davanti al carcere. La mobilitazione intende richiamare l’attenzione dei vertici dipartimentali e del Provveditorato Regionale sulle numerose criticità esistenti e sulla necessità improcrastinabile di un cambio nella governance dell’istituto.
Il personale di Polizia Penitenziaria non può essere lasciato solo. È giunto il momento che ai sacrifici quotidiani degli operatori corrispondano scelte amministrative rapide, coraggiose e concrete».
Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE:
«Le gravissime denunce che stanno emergendo sulla situazione della Casa Circondariale di Avellino delineano, se confermate, un quadro di estrema criticità che non può e non deve essere sottovalutato. Quando all’interno di un istituto penitenziario si parla di difficoltà gestionali, tensioni continue e di una situazione ritenuta ormai difficilmente governabile, è dovere dell’Amministrazione Penitenziaria intervenire con tempestività per accertare i fatti e ripristinare le migliori condizioni operative.
Per questo motivo il SAPPE chiede formalmente al Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania, Carlo Berlini, di disporre con la massima urgenza un’ispezione presso il carcere di Avellino, affinché venga effettuata una verifica approfondita e imparziale sullo stato dell’istituto, sulle criticità denunciate e sulle condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria.
Qualora dagli accertamenti dovesse emergere l’incapacità dell’attuale assetto gestionale di garantire un’efficace conduzione dell’istituto, riteniamo che il Provveditore debba valutare, senza preclusioni e nell’interesse esclusivo dell’Amministrazione, anche l’eventuale avvicendamento dell’attuale direttore.
Non si tratta di una richiesta dettata da logiche personali, ma della necessità di assicurare una governance autorevole ed efficiente in un carcere che, oggi più che mai, ha bisogno di stabilità, capacità organizzativa e piena collaborazione tra tutte le componenti dell’Amministrazione.
Il SAPPE continuerà a vigilare affinché siano garantite la sicurezza degli operatori, la legalità all’interno dell’istituto e condizioni di lavoro dignitose per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno operano con professionalità e spirito di servizio nonostante le ben note carenze di organico e le crescenti difficoltà del sistema penitenziario».