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Premio Strega: vince Sandro Veronesi con “Il colibrì”

Premio Strega: vince Sandro Veronesi con “Il colibrì”

3 Luglio 2020 | by redazione
Premio Strega: vince Sandro Veronesi con “Il colibrì”
Cultura
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E’ Sandro Veronesi il vincitore del Premio Strega 2020, giunto alla 74esima edizione. Lo scrittore ha conquistato 200 voti dei 605 votanti con il romanzo “Il colibrì” (La Nave di Teseo). La proclamazione è stata annunciata dal presidente della giuria, Antonio Scurati, vincitore dell’edizione 2019 con “M. Il figlio del secolo” (Bompiani), al termine dello scrutinio che si è tenuto questa sera al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Per Veronesi, che era dato come superfavorito, è il secondo trionfo allo Strega: aveva già vinto 14 anni fa, nel 2006, con “Caos calmo” (Bompiani). Prima di Veronesi solo un altro scrittore è stato incoronato vincitore due volte: Paolo Volponi nel 1965, con “La macchina mondiale”, e nel 1991, con “La strada per Roma”. Anche un altro scrittore, Carlo Cassola, già vincitore con “La ragazza di Bube” nel 1960, aveva tentato di bissare lo Strega ma non ci riuscì: avvenne nel 1971 con “Paura e tristezza”, ma il vincitore, in quell’occasione, fu Raffaello Brignetti con “La spiaggia d’oro”.  Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, a mezz’aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo). La sua apparente immobilità è frutto piuttosto di un lavoro vorticoso, che gli consente anche, oltre alla stasi assoluta, prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli come volare all’indietro… Marco Carrera, il protagonista, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d’acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali. Marco Carrera è – come il Pietro Paladini di “Caos Calmo” – un personaggio talmente vivo e palpitante che è destinato a diventare compagno di viaggio nella vita del lettore. E, intorno a Marco Carrera, Veronesi costruisce un mondo intero, una galleria di personaggi indimenticabili, un’architettura romanzesca perfetta come i meccanismi di un orologio, che si muove tra i primi anni ’70 e il nostro futuro prossimo – nel quale, proprio grazie allo sforzo del colibrì, splenderà l’Uomo Nuovo.

“Tenere la posizione significa non arrendersi, il colibrì infatti è il simbolo dei guerrieri, di tutti coloro che non mollano mai”, ha detto Sandro Veronesi parlando del suo romanzo durante la cerimonia con i sei finalisti, che è stata trasmessa in diretta su Raitre con la conduzione di Giorgio Zanchini. E come di consueto, il vincitore ha brindato bevendo alla bottiglia del Liquore Strega storico sponsor del Premio.

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