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Pietrelcina: “Campania Teatro Festival”: successo per l’opera di Paolo Coletta

Pietrelcina: “Campania Teatro Festival”: successo per l’opera di Paolo Coletta

17 Giugno 2021 | by Maresa Calzone
Pietrelcina: “Campania Teatro Festival”: successo per l’opera di Paolo Coletta
Cultura
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Il Campania Teatro Festival, diretto per il quinto anno consecutivo da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, ha fatto tappa al Teatro Naturale di Pietrelcina con la prima assoluta, di “Mio figlio sa chi sono”, diretto da Paolo Coletta. Il pubblico ha risposto positivamente all’evento partecipando numeroso, in una serata estiva bella e spensierata.

Intanto gli eventi del Campania Teatro Festival continuano: venerdì 18 giugno, Giuseppe Sollazzo porta in scena in prima assoluta, alle ore 21, sul palco delle Praterie della Capraia nel Museo e Real Bosco di Capodimonte (ingresso Porta Miano) l’arte della coreografa e danzatrice tedesca Pina Bausch, con lo spettacolo “Una sera ascoltando un vecchio tango mi sono addormentato e ho sognato Pina Bausch” (in replica sabato 19). In scena agiscono attori e danzatori napoletani, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti.Sul palco, quindi: Enzo Barone, Giulia Conte, Selvaggia Cotroneo, Rosario D’Angelo, Salvatore Esposito, Annamaria Ferrentino, Claudia Limatola, Melania Pellino, Annita Vigilante si alterneranno a Mariella Avellone, Brunello De Feo, Fabiola Mele, Fortuna Montariello, Massimo Nota, Carlo Paoletti, Mariella Pandolfi, Giusi Palmisani, Rosa Pelliccia, Michele Romeo Di Tuosto, Antonino Scialdone, Cristina Sica, Antonio Tomberli, Stefania Valli. Il lavoro vede la partecipazione straordinaria della storica artista del Tanztheater Wuppertal Beatrice Libonati, che ne firma i movimenti coreografici.

“Blumunn” è invece il titolo dello spettacolo di e con Marina Confalone, Lello Giulivo e Giovanni Scotti, che viene presentato in prima assoluta alle 21 nel Casino della Regina a Capodimonte (Porta Miano): una coproduzione C.a.s.a Centro delle Arti della Scena e dell’Audiovisivo e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale firmata dal regista Francesco Zecca, che mette in scena uno spettacolo ambientato nel “Blumunn”, un ex piano bar in stato di completo abbandono, spazio in cui s’incontrano fortuitamente il giovane Malachia, che sta per trasformare il locale in un market per la vendita di pesce surgelato, e Susy, l’anziana cantante storica del locale, che non vi tornava da anni. «Nel rapporto che li coinvolgerà – scrive Marina Confalone, autrice e interprete insieme a Giulivo e Scotti – metteranno in atto l’energia di due poli in opposizione per carattere ed intendimenti, avendo contemporaneamente l’occasione di indagare in fondo ai loro cuori. Il “Blumunn” è lo spazio di una vita, quella di ognuno di noi, coi ricordi scanditi dalle canzoni della giovinezza, che hanno segnato il momento in cui ci era promessa la felicità e hanno saputo infiammare la forza d’amare in ciascuno di noi. Tra le sue mura avvolte nell’oscurità riaffiorano ricordi che possono attanagliare il presente nella morsa della rassegnazione oppure, ripescando la musica sommersa in fondo al cuore, farci ritrovare lo slancio d’inseguire ancora la gioia». Per la Letteratura a cura di Silvio Perrella, “Cinque poeti per Louise Glück”, la poetessa statunitense insignita del premio Nobel per la letteratura nel 2020, dalla sensibilità in dialogo con uno dei paesaggi più nostri e più intimi, come dimostrano, tra gli altri, i versi di Averno, che hanno visto una prima e lungimirante edizione italiana siglata dalla napoletana Dante&Descartes, nella voce di Francesco Iannone, Giovanna Marmo, Damiano Scaramella, Fabrizio Sinisi, Luigi Trucillo, che sceglieranno e leggeranno i suoi versi. L’evento è in collaborazione con la casa editrice Il Saggiatore. Per la sezione Osservatorio debutta nel Giardino Paesaggistico di Porta Miano, alle 21, Una confessione – memorie di un ermafrodito presentate da Michel Foucault, diretto da Maria Grazia Solano, con Olivia Manescalchi, Alessandro Quattro e Marta Cortellazzo Wiel. Il lavoro si ispira alle testimonianze di Herculine Barbin, un documento di straordinario interesse pubblicato per la prima volta in una rivista di medicina nel 1874 e scoperto da Michel Foucault, che si propone di ricostruire la storia della sessualità di un ermafrodito. La vicenda di Herculine verrà raccontata da dentro, grazie a una riscrittura molto fedele del suo diario. Herculine diventa consapevole dell’eccezionalità della propria esperienza e rifiuta di farsi complice di una cultura in cui non c’è posto per l’eccezione. Proseguono le attività diurne del “CTF by-day”: alle 10 nel Teatrino del Belvedere-Pagliarone (Porta Grande), lezione di “YogaCanto” a cura di Roberta Rossi, per indagare le possibilità espressive del corpo, non solo come strumento di fonazione ma anche mezzo principale attraverso cui l’uomo esprime le proprie emozioni. Con un percorso guidato, che mette in connessione il canto con l’antica pratica meditativa, si andrà alla ricerca dell’equilibrio tra corpo, emozione, tecnica ed espressività̀, realizzando un profondo lavoro sui centri di energia (chakra) e sulla loro influenza nell’agire vocale. Si raccomanda ai partecipanti di indossare abiti comodi e di portare con sé uno stuoino. Alle ore 19 per il ciclo “Incontri del Festival”, al Giardino dei Principi di Capodimonte (Porta Grande), appuntamento con «un momento di in-contro, di con-divisione e di co-azione per-formativa»: un ritorno alla presenza, dove il corpo diviene luogo di risonanza emotiva. È questo il tema dell’evento “Dalla bolla virtuale alla presenza”, che presenta l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa con i docenti, i registi e i corsisti del Master Teatro, Pedagogia e Didattica- TPD e del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dello spettacolo- LIVRe, in collaborazione con International Research Group: Bio-Educational Embodied Research on Performing Activities (B-ERPa). La lectio perfomance si dividerà in due momenti: il primo, prevede “Inazione in azione” e “Umane resistenze” rispettivamente di Francesco Maria Cordella e Sergio Longobardi; il secondo, “La zuppa della perdita”, è a cura del regista Marcello Cotugno e della coreografa Alessandra Petitti, e a prendere la scena saranno gli attori del Master in Teatro TPD Concetta Affannoso Amicolo, Maria Teresa Battista, Assunta D’Emilio, Antonella De Falco, Rossella Della Corte, Nunzia Durazzo, Germana Di Marino, Gennaro Monforte (aiuto regista), Francesco Maria Punzo, Ivano Salipante, Vivien Valli. In dialogo con gli ospiti ci saranno la docente e attrice Nadia Carlomagno, il regista Marcello Cotugno, gli attori Francesco Maria Cordella e Sergio Longobardi, la regista e vocal coach Giuliana Pisano, la coreografa Alessandra Petitti ed il Prof. Antonello Petrillo.

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