Pensi al Grand Tour e subito ti viene in mente Lord Byron oppure Stendhal o Goethe i tanti intellettuali e gentiluomini che a metà del 700 scoprirono la straordinarietà del Belpaese “che appennin parte il mar circonda e l’alpe”. Clima, paesaggi e vestigia di un luogo unico al mondo nel quale occupa un ruolo primario e centrale Benevento e la sua terra, come la Rete Museale della Provincia di Benevento ha voluto ricordare nell’organizzazione de “Benevento nel Grand Tour, Viaggiatori, rovine e meraviglia tra 700 e 800.
Un viaggio meraviglioso in un passato davvero quasi onirico raccontato dai viaggiatori, nel periodo che preludeva il trionfo dei Lumi e la diffusione della cultura, che faceva perno sui primi scavi archeologici ai primordi di una stagione elegante da gran turismo che presentò anche tutte le impreparazioni strutturali che un fenomeno del genere inevitabilmente produsse.
Una iniziativa suddivisa tra Palazzo Casiello e Palazzo Terragnoli e i giardini del Mago, tra settecentine, ottocentine e opuscoli di viaggio, una mostra che porta tra gli altri anche e soprattutto la firma di Bianca Verde e la sagacia tecnica e culturale di Raffaele Del Vecchio, bravissimo nel coniugare iniziative interessanti e profonde con una certa continuità; e con lo scopo di fare cultura associato alla volontà di creare rete per favorire l’inserimento del Sannio in un circuito complessivo con le sue eccellenze millenarie.