«Siamo davvero fieri di riuscire a concentrare l’attenzione di tutta la città e degli appassionati di tutta Italia per quattro giorni su Napoli e sulla Campania». Così Claudio Curcio, direttore di Comicon, a margine della conferenza stampa di presentazione della XXVI edizione di Comicon Napoli, ospitata al museo Madre.
L’evento si terrà alla Mostra d’Oltremare dal 30 aprile al 3 maggio 2026 e, come sottolineato dallo stesso Curcio, segna un ulteriore passo avanti nella diffusione territoriale del festival: «Da quest’anno, grazie a una maggiore collaborazione con la nuova giunta regionale, siamo riusciti a portare attività, sotto il cappello Comicon Extra, anche ad Avellino e Caserta. A queste si aggiungono le iniziative del Comicon Off, patrocinate e finanziate dal Comune di Napoli con la collaborazione di istituzioni culturali, tra cui l’Accademia di Belle Arti».
Un lavoro che punta a rafforzare una rete sempre più ampia e partecipata: «È bello perché si attiva una collaborazione intergenerazionale e interistituzionale per cui tutti parlano di fumetto e di cultura pop. Comicon è diventato un appuntamento importante nel calendario».
Curcio ha poi evidenziato uno degli obiettivi principali del festival: rinnovarsi costantemente senza perdere la propria identità. «La prima preoccupazione era di non far invecchiare il festival insieme a noi. Quando abbiamo iniziato eravamo dei venticinquenni che facevano un festival per venticinquenni. Oggi abbiamo quasi trent’anni in più, ma non possiamo fare un festival solo per appassionati di vecchi fumetti».
Il segreto, spiega, sta nel coinvolgimento delle nuove generazioni: «Nel nostro staff ci sono ragazzi di venti, venticinque anni che ci aiutano a capire le nuove tendenze e le passioni dei più giovani. Cerchiamo di integrarle affinché il Comicon resti un festival aperto a tutti».