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Fausto Pepe a De Caro: meno banalità più politica

Fausto Pepe a De Caro: meno banalità più politica

24 Febbraio 2016 | by Enzo Colarusso
Fausto Pepe a De Caro: meno banalità più politica
Politica
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Le parole al vetriolo di De Caro dal palco del President e rivolte al sindaco di Benevento Pepe riempiono ancora l’atmosfera tesa di queste prime ore di campagna elettorale per le primarie. Il Sottosegretario aveva criticato, apertis verbis, l’inquilino di via Annunziata accusandolo quasi di tradimento per avere scelto di non appoggiare il candidato della maggioranza Del Vecchio. E Fausto non ha perso l’occasione per replicare difendendo la sua fedeltà al Pd sin dai primordi e cita il giorno della presenza di Veltroni all’Arco di Traiano durante la campagna elettorale per le politiche del 2008. “Altri non c’erano quel giorno, dice sibillino, ma noi si”.  A De Caro replica anche sul versante delle scelte interne al partito.

Fausto, che ha perso il suo aplomb distaccato, sottolinea come oggi su Benevento non vi sia comunità di intenti ma non ne fa una questione di contrapposizione fine a se stessa piuttosto un diverso modo di guardare al destino prossimo della città. Il che è vero come è vero, d’altra parte, che il muro contro muro interno al Pd ha radici antiche e profonde che potrebbero e dovrebbero essere annullate da un franco intendimento sia sulle cose da fare che dalla reciproca legittimazione politica, cosa al momento lontana dal verificarsi. Anche la perentoria appropriazione decariana del merito sui fondi stanziati per la città si iscrive di diritto in questa guerra psicologica nel perfetto spirito del gioco delle parti. Solo una metamorfosi dettata da accadimenti forti potrà sovvertire lo status quo ma lo sapremo solo dopo il sei marzo, il d day delle primarie.

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