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Benevento| Crisi Sant’Agata, Del Vecchio: de profundiis democratico

Benevento| Crisi Sant’Agata, Del Vecchio: de profundiis democratico

28 Maggio 2020 | by Enzo Colarusso
Benevento| Crisi Sant’Agata, Del Vecchio: de profundiis democratico
Politica
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Sul caso Sant’Agata interviene Raffaele Del Vecchio, coordinatore del gruppo dem in Consiglio comunale a Benevento  e membro dell’Assemblea nazionale del PD. Del Vecchio assai critico con Carmine Valentino.

“L’interruzione anticipata e traumatica dell’esperienza amministrativa di S. Agata de’ Goti, iniziata da poco più di un anno e guidata da una compagine democratica, è solo l’ultimo atto del processo di autodistruzione del Partito Democratico del Sannio. Quello che lascia increduli è che ad organizzare l’agguato notturno al Sindaco Piccoli sia stato proprio il segretario provinciale del Partito Democratico Carmine Valentino, il quale dovrà spiegare se ha sacrificato un’amministrazione del PD per ricandidarsi lui stesso a Sindaco e qual è il prezzo che si è impegnato a pagare per coinvolgere nella congiura alcuni consiglieri di opposizione, tra i quali Giovanna Razzano, candidata in pectore alle regionali nella lista di Clemente Mastella. Se egli da consigliere comunale ha la libertà di agire come crede – anche in maniera assolutamente spregiudicata, come è accaduto – non ha la stessa libertà quando agisce come Segretario Provinciale di un partito. In altri tempi e in partiti seri, questi sarebbero stati elementi sufficienti per trarre le dovute conclusioni. La verità è che il PD sannita, ormai nelle mani di uno sparuto e isolato gruppo di persone impegnate esclusivamente nella difesa del fortino, così com’è non è più una comunità politica e soprattutto non ha alcuna utilità. Non esiste una segreteria provinciale e mancano del tutto una visione e una base programmatica per il nostro territorio. Queste sono cose che da tempo io e molti altri denunciamo nelle rarissime occasioni di confronto interno. Tutte parole al vento. Eppure di un Partito Democratico forte, credibile e unito in questo momento ci sarebbe assai bisogno. Per contrastare i rigurgiti di una destra che in questa provincia non va mai sottovalutata e per offrire alla nostra comunità un’alternativa alla forza mastelliana.  I democratici del Sannio non sono nati mastelliani e di certo non vogliono morire tali. Se, invece, qualcuno si è rassegnato o ha interesse a vedere appaltata completamente questa provincia a Clemente Mastella, lo dica chiaramente. Io e tanti altri non ci stiamo.

Né vale schermarsi dietro il cambiamento del quadro politico, che vuole oggi Mastella schierato con De Luca.

Altro è essere alleati, altro è essere vassalli.”

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