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Benevento| Le spine di Clemente

Benevento| Le spine di Clemente

29 Giugno 2020 | by Enzo Colarusso
Benevento| Le spine di Clemente
Politica
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Noi Campani, non senza difficoltà, salpa alla volta delle Regionali di settembre. Mastella, per ora, conferma la rotta su De Luca col tandem Abbate-Razzano su cui chiede il massimo impegno alle sue falangi. Falangi che però non sarebbero poi tanto convinte di impegnarsi fino in fondo per la causa. Cominciamo dalle questioni coscienza. Il Sannio di oggi pone in evidenza le difficoltà di Antonio Reale. Non una novità. Uomo di Nunzia, Reale avrebbe molta difficoltà a seguire il sindaco e questo potrebbe costargli caro. Da tempo Reale è in rotta con il gruppo consiliare di Forza Italia che ha assicurato la sua fedeltà al sindaco, ma Nanni Russo non è poi così convinto della scelta finale. Forza Italia, un partito che si stenta a decifrare. Martusciello che azzanna al collo il gruppo consiliare ma, per strategie arcoriane,  risparmia Mastella e vieppiù Sandra Lonardo, cui sarebbe interessante chiedere come si comporterà a settembre. Questione di coscienza anche per Mario Pasquariello che dopo una vita a destra dovrebbe fare come Montanelli con la DC e seguire il sindaco. Lo farà? Ah saperlo. Le questioni di convenienza. Gigi Ambrosone. Il più mastelliano di tutti ab origine ma negli ultimi tempi assai declassato. Avrebbe potuto passare con De Caro poi ci ripensò. Il suo sostegno a Gino Abbate ci sarebbe ma “con parsimonia”. La parsimonia è diffusa. Pesa, per esempio, l’irruzione di Gianfranco Ucci, il rivale di 5 anni fa, corroborato dai voti di Pasquale Viespoli e che ora è parte integrante del progetto. In parecchi, quindi, serpeggia lo sconcerto per le mosse del Ceppalonico: non tutti ne ravvedono lucidità. Per esempio ci si chiede se la mossa di Antonio Puzio di candidarsi sia frutto di questa stagione sbalestrata. Mastella non dovrebbe averla presa benissimo ma I Moderati, sia pur attraversati anche loro da crisi anche forti, mostrano compattezza, sia nei ranghi consiliari, sia nella rappresentanza in giunta, Picucci, dimostrando di avere un potere “contrattuale” assai robusto. Insomma, Reale con le sue “crisi del dubbio”, non è l’unico ad essere in palese difficoltà. Ognuno, però, dovrà fare una scelta finale assumendosi le immancabili responsabilità.

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