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Presidenziali provinciali, impazza l’helzapoppin politico

Presidenziali provinciali, impazza l’helzapoppin politico

11 Giugno 2026 | by Enzo Colarusso
Presidenziali provinciali, impazza l’helzapoppin politico
Politica
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Il Movimento 5 Stelle ufficialmente parte del campolargo ma c’è una parte di esso, quello della Valle Caudina, che è da sempre in aperto dissenso e che con Mastella non vuole avere niente a che vedere. E dopo tanta tensione ecco la decisione di concludere il proprio percorso all’interno del Movimento 5 Stelle. Ma sarebhbe riduttivo ridurre tutto alll’alleanza col sindaco di Benevento, sebbene essa risulti essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La frattura s’è consumata con Conte e con Fico e su materie come acqua pubblica, Sanità, Fondi PNRR, Trasporti.

Una decisione che dovrebbe far riflettere il Movimento che nel Sannio, dopo i primi momenti di assoluta avversione nei confronti del sindaco di Benevento, ha poi finito per accettare il diktat romano in nome dell’alleanza di centrosinistra della quale Mastella è parte integrante a Napoli. Spento il dissenso primordiale di Giovanni Romano e compagni s’è spenta anche la eco del Movimento 5 Stelle che è parte integrante del mastellismo e vive in una fase di assoluto anonimato. Una vera bestemmia se solo pronunciata qualche anno fa. Ma i tempi cambiano e cambiano anche le strategie.

E meglio non stanno PSI, che da parte sua ribadisce di essere ovviamente nel campolargo ma a Benevento è assai difficile che si concretizzerà e i dissidenti del PD, quelli che sostengono un abboccamento con Mastella ma che devono prendersi in carico anche una parte di quella Forza Italia che resta ancorata a Rubano in una sorta di helzapoppin di cui si hanno pochi precedenti.

Rubano che supera Matera all’esame di mastellismo e si ricollega al suo primo mentore di cui rimane il prodotto più riuscito nonostante le feroci stilettate dei tempi recenti che però sbiadiscono in fretta davanti alle prospettive romane che entrambi vanno ricercando. Come? E si presume troppo dagli analisti anche perchè in mezzo c’è una più che eventuale nuova legge elettorale che potrebbe cambiare gli scenari. Per ora si guarda al 26 luglio. Da una parte Mastella, Rubano e chi lo vorrà seguire, i Cinque Stelle ed ex piddini in rotta con De Caro. Dall’altra parte un rassemblement che senza egida di partito vede decarismo, pezzi di destra meloniana e non e poi il deserto. Lombardi va verso la rielezione e suo vice potrebbe essere Caporaso da Ponte ma è un panorama franoso che domani potrebbe scivolare via al minimo smottamento.

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