Clemente Mastella e quel pasticciaccio brutto che è il campo largo. Seppur provato da un caldo torrido il Sindaco sa bene come funziona il meccanismo di questa strana parabola politica e discerne i due capitoli, quello delle presidenziali provinciali e quello a più lunga scadenza delle Amministrative dell’anno prossimo. E poi le Politiche per le quali ci sarà la nuova legge elettorale che tornerà al proporzionale. Da buon pragmatico una cosa per volta. Ora è tempo di rieleggere Lombardi e avverte che sul presidente uscente l’aria che tira non quella che lui vorrebbe.
Avvicina Perifano in aula e lungo i corridoi di Palazzo, fa un po il piacione, si intrattiene col capo dell’opposizione, fiuta l’aria. Sa che la promiscuità degli accordi a cui pare si stia andando incontro potrebbe tirare qualche brutto e fatale scherzo e allora si tutela. Cataudo? Decariani, Fratelli e Lega e qualche sindaco in vena di scherzi da prete o qualche consigliere potrebbero sostenerlo ma sa bene che Perifano non lo voterà mai e con lui Miceli e i loro voti ponderati che valgono doppio e quelli degli amministratori di area socialista. E non lo voterà l’ala sinistra che però ha numeri amministrativi assai risicati.
Mastella sa quando attaccare battaglia e questo non è proprio il momento, vedi come tacita Picariello sui dirigenti, come sa altrettanto bene che da noi lo schieramento che governa la Regione è quasi impossibile da riprodurre e nemmeno lo caldeggia più di tanto. E allora evita di esacerbare il clima e la sua cinquantennale militanza lo aiuta alla grande. Perifano ad alleanze spurie e di scopo non pare proprio interessato così come ribadisce che pensare ad una convergenza per l’anno prossimo col mastellismo è palestra assolutammente improponibile.