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Lega Pro C, la Casertana ha finito di nascondersi. Foggia nervoso ma il “cucchiaio” salva i Satanelli. Il Benevento si rialza, il Cosenza c’è. Lecce, un gol non sempre basta…

Lega Pro C, la Casertana ha finito di nascondersi. Foggia nervoso ma il “cucchiaio” salva i Satanelli. Il Benevento si rialza, il Cosenza c’è. Lecce, un gol non sempre basta…

9 Novembre 2015 | by admin
Lega Pro C, la Casertana ha finito di nascondersi. Foggia nervoso ma il “cucchiaio” salva i Satanelli. Il Benevento si rialza, il Cosenza c’è. Lecce, un gol non sempre basta…
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braglia

Non può più nascondersi dietro ad un semplice “dobbiamo salvarci” e ad un profilo basso che per nulla appartiene a questa Casertana cinica e compatta. Se il derby con il Benevento poteva esser la gara più difficile e quella spartiacque, ancor più complicato era smaltire l’ubriacatura del derby e risolvere la pratica Martina. Obiettivo centrato per la squadra di Romaniello che c’ha messo come sempre organizzazione e concretezza con un secco 2 a 0 che permette ai Falchetti di riprendersi la vetta per 24 ore del Messina. Questa squadra sembra avere gli uomini giusti al posto giusto con il giovane allenatore che ha saputo plasmarla attorno agli interpreti più importanti: Negro sta uscendo fuori a suon di gol, Mancosu è la luce del centrocampo ed in più c’è una difesa che anche priva di Murolo non concede nulla. D’altra parte un Martina spaesato e sempre più in crisi: la rosa non è da ultimo posto, ma conta una classifica che giornata dopo giornata diviene sempre più compromettente.

Per 24 ore è tornata a guardar tutti dall’alto verso il basso ed il Messina si riscatta subito dalla sconfitta con il Foggia. Organizzazione di gioco e concretezza sono le chiavi della squadra di Di Napoli che dopo 10 giornate è ancora lì, se prima c’era la certezza che fosse tutta legna da metter in cascina per l’inverno, dopo 10 giornate c’è quantomeno il dubbio che questa possa essere la mina vagante del girone. Squadra compatta ed operaia, cinica in attacco con qualche rivelazione. Chi è Cocuzza? Cocuzza è quello che fa reparto da solo e che trascina i siciliani a suon di gol, non tantissimi, ma quelli che bastano. Netto 2 a 0 su un Melfi che dopo un incoraggiante inizio perde terreno. All’inizio, almeno, i gialloverdi sfruttavano al meglio il fattore “Valerio”, ma ora che inizia a mancare anche quello la panchina di Palumbo inizia a traballare: ultima chance ad Andria.

La rimonta del Lecce si ferma a 3 vittorie di fila: in realtà, la squadra di Braglia il gol lo realizza anche, ma stavolta non basta perché gli altri ne fanno uno in più e non si può vincere sempre 1 a 0 anche se il tecnico ne avrebbe voluti dieci consecutivi. La squadra salentina crede di aver risolto la pratica già nel primo tempo, si rintana e lascia negli spogliatoi tutto il resto. Dopo lo schiaffo di Giampà provano a venire fuori un’altra volta ma arriva lo sfortunato autogol che compromette tutto e manda in fumo i tre punti. Il Catanzaro, invece, lascia l’ultimo posto e trova la vittoria nella gara che non ti aspetti. Prestazione tutto cuore che potrebbe riportare un po’ di entusiasmo e suonar la carica.

Si ferma a 4 la serie di vittorie consecutive del Foggia che, però, allunga la striscia utile con il pareggio di Ischia. Un punto che vale oro per la squadra di De Zerbi arruffona e Nervosa sull’Isola. L’Ischia è sbarazzina e brillante e la velocità del suo tridente palesa i limiti della retroguardia rossonera, Mancino divora l’occasione ghiotta del vantaggio con un po’ di follia, quella che ci vuole per calciar un rigore col “cucchiaio”, ma si rifà con il gol del pareggio. I Satanelli ringraziano e si tengono stretti il punticino, l’attacco va ma sono da rivedere i collegamenti dei primi due reparti e la fase di non possesso.

Il Benevento torna alla vittoria e scaccia subito fantasmi e polemiche, strascichi della sconfitta di Caserta. Da un derby all’altro, stavolta risolto dal protagonista che non ti aspetti: Giuseppe Mattera. Soliti problemi per la squadra di Auteri che prova a far sua la gara, ma manca negli ultimi 20 metri. Ancora da rodare i meccanismi offensivi e resta ancora da trovale la miscela giusta per il tridente. Bene la Paganese che nel Sannio fa la propria gara e che paga a caro prezzo una delle poche disattenzioni della gara. La squadra azzurrostellata, però, conferma le doti di un tecnico equilibrato ma mai rinunciatario, ma se esce Caccavallo l’attacco perde una esagerata percentuale di pericolosità.

Il derby di Catania è quasi inedito ed entusiasmante ed alla fine la squadra di Pancaro e l’Akragas spartono un punticino meritato per entrambe. I rossoazzurri cominciano a pagare la rincorsa delle prime giornate non tanto dal ptuno di vista fisico, quanto mentale, perché più che non correre sembrano esser un po’ troppo distratti. Quando non la butti dentro ci pensa Plasmati, ma il gol di Zibert è un’autentica perla che ha fatto sognare per un’ora circa i tifosi di Agrigento.

In casa Juve Stabia, la cura Zavettieri continua a funzionare, non può vincerle tutte, ed il pareggio di Matera è giusto per due squadre che si sono divise un tempo di gioco e la posta in palio. Le Vespe stanno risalendo la china e potrebbero dare una notevole sterzata alla stagione nel prossimo appuntamento di Benevento, derby importantissimo per entrambe le campane.

Il Cosenza con nonchalance liquida la Lupa Castelli Romani e infila il sesto risultato utile, la squadra di Roselli è quadrata con dei meccanismi che sembrano pianificati al computer. Centrocampo dai giri giusti ed attacco quasi mai sprecone. La squadra di Roselli c’è e con tutta l’intenzione di rimaner in lotta.

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