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Benevento, Auteri sotto esame… e non solo

Benevento, Auteri sotto esame… e non solo

17 Novembre 2015 | by admin
Benevento, Auteri sotto esame… e non solo
Sport
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19 punti in 11 partite (uno in meno in classifica), un bilancio nettamente al di sotto delle aspettative. Appuntamenti mancati, occasioni sciupate ma, soprattutto, un Benevento che non convince e che stenta a decollare.

In questo primo scorcio di campionato non si è neanche intravisto il bel gioco che tanto ha fatto parlare di Gaetano Auteri. In parallelo alla scorsa stagione, anche quel Matera era ingolfato ma con aspettative, obiettivi ed una squadra nettamente diversa. Gara di Coppa a parte, il Benevento non ha mai vinto con più di un gol di scarto, ha il quarto peggior attacco del torneo ed una difesa tutt’altro che imperforabile. Numeri contro e dati alla mano, quel poco di fatto è stato anche capitalizzato al massimo con un quarto posto che tutto sommato mantiene a galla, ma nella morsa di una fila di squadre. Bastano un paio di risultati storti e puoi ritrovarti anche nella parte destra della classifica.

“Continuiamo a lavorare”, perché si parte, riparte e persevera dal dogma calcistico che Auteri mai e poi mai cambierà: il 3-4-3 con il quale il tecnico ha costruito la sua fortuna, o meglio, l’appeal attorno alla sua figura. Nel calcio esistono due tipi di allenatori: quelli che si adattano e plasmano le loro idee attorno al materiale a disposizione e quelli che partono da idee tattiche e di gioco ben precise. Naturalmente, lo Special One di Floridia appartiene a quest’ultima categoria. Insegna calcio, ci prova, ma quel che sta raccogliendo è decisamente poco. Colpa di idee sbagliate? Meccanismi ancora da rodare? O, semplicemente, le caratteristiche di questa squadra non sono ideali per la sua filosofia di calcio?

Come molte cose nella vita, la verità sta nel mezzo. Idee sbagliate? Il calcio di Auteri si basa sull’intensità, possesso palla ed equilibrio nel campo assicurato da 3 centrali di difesa, due esterni che non si abbassano troppo e due  mediani che interlacciano i reparti, uno per trequarti. Le idee del tecnico sono studiate a lavagna (e non è un modo di dire) ed è chiaro che di base sembrano inconfutabili. Il problema, nasce nel momento in cui la squadra cala i propri ritmi, o non riesce a reggerli, in quel caso crolla inevitabilmente la pericolosità, aumenta la prevedibilità e la gestione passa solo per la qualità di qualche singolo ed in questo Benevento non ce n’è molta. Non a caso, il bel gioco si è visto solo a sprazzi, quando i giri del motore sono aumentati. Ma hanno annebbiato tutto il resto gambe ancora ingolfate, qualche acciacco fisico di troppo e delle idee ancora da schiarire. Mancano, dunque, le alternative ad un gioco che non può esser ancora proposto nella sua totalità, perché ancora in fase primordiale.

Caratteristiche della squadra: sembrerebbe inutile parlarne, perché una leggenda racconta che questa squadra sia stata costruita attorno alle idee del tecnico. E qui, inevitabilmente, le responsabilità passano di mano e sgravano l’allenatore. Andateglielo a dire a don Gaetano quando a Benevento si è ritrovato il blocco Casertana. E’ andato via da Matera perché Columella non era Babbo Natale, mentre nel Sannio hanno messo solo la barba bianca, poi però sotto al camino c’era una sola calza con cenere e carbone. Il tecnico siciliano ha girato la lista dei desideri da una dirigenza all’altra: al primo posto il castello dei pirati, in alternativa i Transformers, altrimenti se proprio non si poteva, vada per i Power Rangers. Fortuna che tre o quattro delle sue pedine preferite erano già a casa, Mazzeo, Gori, Marotta, più la sorpresa De Falco ed un paio facili facili da prendere (Mucciante e Mazzarani). Poi chiede Arcidiacono e deve adattare Campagnacci, desidera Bruno, inarrivabile, e l’alternativa è il ritorno di Vitiello, dopo la rescissione di 40 giorni prima.

Il bravo allenatore è quello che trae il massimo da ciò che ha a disposizione, d’altra parte ogni allenatore è messo al centro di un progetto nel quale le sue indicazioni potrebbero risultare decisive. A questo punto si possono individuare i colpevoli, oppure si possono rimboccare le maniche con accordo tra le parti. Il Benevento cerca di intraprendere questa strada, negli scorsi giorni si dice che vertici abbiano chiesto al tecnico di rivedere alcune sue idee (lui piuttosto si fa esonerare) per tamponare sino a dicembre. Poi, chissà, magari Babbo Natale sotto l’albero lascia un bel regalo…

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