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Benevento, Caserta può esser confermato. Ore di riflessione tra dubbi e necessità di una scossa

Benevento, Caserta può esser confermato. Ore di riflessione tra dubbi e necessità di una scossa

1 Maggio 2022 | by Domenico Passaro
Benevento, Caserta può esser confermato. Ore di riflessione tra dubbi e necessità di una scossa
Benevento Calcio
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Sono ore di riflessione in casa Benevento, e non potrebbe essere altrimenti dopo l’ennesima occasione sciupata dalla squadra sannita che ha dovuto definitivamente abbandonare il sogno di una promozione diretta e non solo. Non solo, perché dallo U-Power Stadium più che reazione, sono arrivate le conferme di un trend negativo e dei limiti caratteriali e di gioco di una squadra che sarà pure in linea con le aspettative di inizio stagione, ma con enormi lacune palesate nell’arco di tutto il campionato. Le parole del presidente Oreste Vigorito alla sua tv al termine della partita hanno, di fatto, ammesso parte degli errori commessi e soprattutto indirizzato ammonimenti. Tra le righe, si è potuto intendere senza dubbio alcuno richiami alle responsabilità da parte di squadra ed allenatore, pur ammettendo onere e onore delle scelte.

Chiaramente, Vigorito si è riservato delle ore per fare le proprie valutazioni, magari confrontandosi con persone di maggior fiducia, per considerare ogni possibile scenario. Certo, la squadra ha le sue responsabilità così come il suo timoniere, ma a maggio non è di certo possibile rivoluzionare la rosa, al massimo possibile cambiarne il condottiero con tutte le difficoltà tempistiche che ne consegue. Forse, l’errore è stato non prendere prima questa decisione, punta comunque dell’iceberg di una stagione andata storta per tutta una serie di motivi e non solo quello della guida tecnica che, lo ribadiamo, avrà le sue responsabilità, ma non tutte. Non ultima, quella di essersi ritrovato in mano una squadra lontana dalle idee della scorsa estate, un progetto che avrebbe dovuto gettare le basi per il futuro e che invece si è ritrovato a dover pagare ancora il conto con le scorie del passato.

Che lo dica o meno, sono aspetti che inevitabilmente sono sul tavolo delle riflessioni, al netto della necessità di dover dare un segnale per tentare di dare una sterzata. Di discorsi ne son stati fatti, il ritiro è arrivato, si è provato con qualche rientro. Mancherebbe il cambio di guida tecnica e anche questo Vigorito nelle sue parole ha lasciato intendere.

Le voci sono discordanti, rumors arrivano di contatti con altri allenatori. Voci che contrastano ampiamente ciò che invece trapela dall’interno: Caserta potrebbe esser riconfermato. I motivi sarebbero molteplici, partendo dal fatto che non sarebbe semplice esonerare un allenatore che, conti alla mano, si ritroverebbe in linea con i famosi obiettivi di inizio stagione: campionato competitivo e squadra dentro i play off. Con tanti dubbi e perplessità, ecco il lato negativo, ma l’obiettivo sarebbe stato centrato. Certo, non basterebbe alla conferma di una fiducia che si baserebbe sui soli numeri (che comunque nel calcio non sono un dettaglio), ma qui arrivano le difficoltà di un cambio di guida a regular-season praticamente scaduta. Degli allenatori liberi e alla portata (metteteci chi volete: Cosmi, Semplici e compagnia bella, peraltro ora in orbita Cagliari) praticamente nessuno accetterebbe il solo compito di traghettatore. Di fatto non si tratterebbe del profilo di ripartenza per la prossima Serie B, o di costruzione per una eventuale insperata Serie A, qualora riuscisse nel miracolo. Il rischio sarebbe quello di compromettere anche la prossima stagione con un altro allenatore a busta paga e non in panchina che rischierebbe di far pagare un ulteriore conto.Certo, non solo motivi economici. Sarebbe riduttivo. Dentro, anche qualche sensazione, quella che arriva dallo spogliatoio.

Nella giornata di domani tutto sarà chiarito, ci potrebbe essere anche un confronto con la squadra, dai cui umori magari Vigorito potrebbe ottenere l’ago della bussola su cui orientare le proprie decisioni. Eppure, Caserta potrebbe restare con tutto ciò che ne conseguirebbe. Responsabilizzazione di chi ha mancato un traguardo per il quale il campionato aveva steso il tappeto rosso, casi interni, distacco con la piazza.

Chi scrive, stavolta parla in prima persona e si permette di aggiungere qualcos’altro. Tempo fa fu detto che il tempo di parlare sarebbe poi arrivato. Ci sono domande che ancora non hanno avuto risposta, così come l’esigenza di una piazza di farsi un’idea di come sia stato possibile retrocedere in un campionato ben condotto nella sua prima metà e letteralmente dilapidato nel girone di ritorno. Domande che furono poste, a cui promesso fu un tempo per confronto che poi mai vi è stato. Si può sbagliare, tutti possiamo farlo. Ma magari, non è che si corra il rischio di ripetere gli stessi errori? Il confronto: stampa, tifosi, piazza. A volte sconosciuto. Siamo in Serie B, nella categoria sognata per generazioni e per la quale è ovvio che sempre grata la piazza sarà. Ma ciò, non può spegner sogni, annichilire ambizioni, cancellare il confronto e manipolare l’essenza vera del calcio. Gente, passione, evasione. E di questo, bisogna darne conto, fa parte del gioco. Così è se vi pare…

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