breaking news

Rivolta carcere Airola, Carofano: «Messaggio profondo quello del Vescovo»

Rivolta carcere Airola, Carofano: «Messaggio profondo quello del Vescovo»

7 Settembre 2016 | by redazione Labtv
Rivolta carcere Airola, Carofano: «Messaggio profondo quello del Vescovo»
Attualità
0

TELESE TERME – Pasquale Carofano, primo cittadino di Telese Terme, elogia le parole dell’Arcivescovo Domenico Battaglia. Per il primo cittadino «il messaggio che Monsignor Domenico Battaglia ha voluto inviare alla diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti in relazione a quanto accaduto presso l’Istituto Minorile di Airola rivela ancora una volta la straordinaria profondità del vescovo che Papa Francesco ha voluto porre alla guida della nostra comunità diocesana. Incisivo il passaggio in cui parla di “presenza concreta alle storie di dolore, di disagio, di errori e, insieme, di speranza”.
L’ascolto e la prossimità – continua – sono infatti le coordinate che il mondo laico e religioso devono avere sempre presenti nella loro azione nella società. Monsignor Battaglia ne ha fatto uno stile di vita che è riuscito a segnare le azioni e il pensiero della propria gente che sabato scorso, a Catanzaro, ha voluto esprimergli il grazie per la testimonianza di una vita spesa per gli altri.
Il suo messaggio fatto pervenire in occasione dei fatti accaduti all’Istituto Penitenziario Minorile di Airola e la volontà di fare il suo ingresso nella nostra diocesi a partire dalla realtà airolana sono convinto segneranno il cammino che si accinge a fare nella nostra terra. Iniziare dagli ultimi, da chi ha necessità di credere ancora nell’uomo, nella solidarietà e nel senso della giustizia, contribuisce a delineare di Monsignor Battaglia l’immagine del “Pastore con l’odore delle pecore” che parte dalle periferie esistenziali come “ospedale da campo” per creare ponti e mani tese anziché muri e indifferenza. Quelle mani tese raffigurate nel suo stemma episcopale mi piace pensare siano quelle di chi crede che un nuovo umanesimo aperto all’ascolto e alla prossimità verso i bisogni di ciascuno è ancora possibile.
Quanto accaduto all’IPM di Airola – chiude – deve generare in tutti noi una profonda riflessione sulla importanza di rieducare chi è in uno stato di detenzione per far comprendere gli sbagli commessi dando nuove opportunità. È necessario, come ci ricorda Monsignor Battaglia “cambiare la cultura della pena investendo in educazione, risorse ed energie. Non ci si può limitare a pensare a pene alternative, ma è necessario immaginare alternative alle pene».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *