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Benevento| Mensa, Altrabenevento: da Pepe a Mastella permane la fase di stallo

Benevento| Mensa, Altrabenevento: da Pepe a Mastella permane la fase di stallo

28 Settembre 2016 | by Enzo Colarusso
Benevento| Mensa, Altrabenevento: da Pepe a Mastella permane la fase di stallo
Attualità
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BENEVENTO- La vicenda Quadrelle e il nuovo affondo di Altrabenevento. Dopo l’aggiudicazione, l’ennesima, alla cooperativa di Quindici del servizio mensa per il periodo di 74 giorni lavorativi, la nota del sindaco Mastella che sostanzialmente si tira fuori dalle polemiche sostenendo che “dura lex sed lex” e quindi prende atto delle decisioni del Tar agendo nel solco della legge. Per Gabriele Corona si tratta di un atteggiamento pilatesco e cita la recentissima decisione del Comune di Napoli che ha escluso l’azienda irpina a causa dei molteplici contenziosi in corso con altre amministrazioni. Corona ripercorre la genesi di una vicenda incredibile ogni umana immaginazione. “La ditta avellinese è stata duramente contestata dai genitori che in gran parte hanno dovuto rinunciare al servizio molto scadente. Ai dipendenti non ha pagato per intero gli stipendi e i contributi fino al punto da costringere allo sciopero pure i sindacati che l’avevano sostenuta. Quadrelle 2001 ha sospeso dal servizio 15 dipendenti dalla CUB considerate infedeli e non le ha riassunte nonostante l’ordine di reintegro del giudice del lavoro ed ha subito diversi pignoramenti per debiti con dipendenti e creditori”. Altrabenevento ricorda che durante la campagna elettorale “Mastella aveva fatto sapere di non aver voluto incontrare la ditta di Quindici di cui non voleva neppure sentire parlare”. Quadrelle, dal canto suo, non esce mai di scena neppure quando alza l’offerta di busta. E allora cosa dovremo attenderci adesso? Altrabenevento paventa un effetto domino. “E’ facile immaginare che le ditte escluse dalla gara per i motivi che il TAR ha già censurato a proposito della Quadrelle 2001, contesteranno l’aggiudicazione del servizio con il probabile stop della mensa; i dipendenti che non saranno assunti presenteranno altri ricorsi al giudice del lavoro; i lavoratori e i creditori non pagati pignoreranno i soldi destinati alla società avellinese; i genitori stanchi di un servizio sempre più incerto per il quale dovrebbero anche pagare in anticipo, sceglieranno di portare il pasto da casa”. Di sentenza in sentenza e di Tar in Tar la prossima scadenza è quella del 5 ottobre. In quell’occasione, forse, ne sapremo un po di più. 

 

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