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Avellino| Michele Gubitosa (M5S) scrive al Presidente dell’Antimafia Morra e chiede il suo intervento

Avellino| Michele Gubitosa (M5S) scrive al Presidente dell’Antimafia Morra e chiede il suo intervento

4 Ottobre 2019 | by redazione
Avellino| Michele Gubitosa (M5S) scrive al Presidente dell’Antimafia Morra e chiede il suo intervento
Attualità
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Dott. Nicola Morra Gentilissimo Presidente Morra,
Quanto segue è per evidenziare e porre all’attenzione gravi fatti di cronaca ricorrenti in Irpinia, con riferimento ai comuni di Avellino Montemiletto Montoro e Quindici. Parliamo di comuni che
contano rispettivamente di 54.561- 5.312 – 19.690 e 1.914 numero abitanti che, rispetto ai fatti accaduti vivono in uno stato di allerta. Le questioni, che di seguito Le espongo, già sono all’attenzione del Ministero dell’Interno, nella persona del sottosegretario Carlo Sibilia, che si sta coordinando con le forze dell’ordine locali. A dar man forte alle mie preoccupazioni in data 03/10/2019 presso la procura di Avellino, c’è stata una maxi riunione tra il Procuratore del capoluogo, il Procuratore di Napoli e 5 sostituti della DDA di Napoli per discutere sugli argomenti che Le vado a rappresentare. Ritengo allo stesso modo opportuno informare il Parlamento e la Commissione Antimafia affinché tutti siano coinvolti. Di seguito Le descrivo gli avvenimenti al fine di avere un quadro generale delle vicende avvenute nell’ultimo periodo nella nostra Provincia. Si parte dagli incendi – dolosi – delle due auto (Panda e Alfa Giulietta) appartenenti ad un riferimento provinciale della Lega, avvenuti rispettivamente il 9 e il 17 agosto 2018, (quando l’attuale coordinatore provinciale del Carroccio sedeva tra i banchi del Consiglio Comunale di Avellino) per finire agli ultimi nonché gravissimi episodi di cronaca che hanno allarmato comunità e Istituzioni, facendo pensare addirittura ad una vera e propria offensiva criminale sul territorio di Avellino.

Andiamo per ordine riportando i fatti così come raccontati dagli Organi di Stampa.
– In data 6 Aprile 2019 sono stati esplosi colpi di pistola presso la sede di Irpinia Ambiente del comune di Quindici. Sul caso indaga la polizia.
– In data 2 luglio 2019 un altro episodio vede andare in fiamme, grazie a due inneschi alle gomme, una Bmw X6 di proprietà di un noto ristoratore del quartiere Valle di Avellino.
– Qualche mese dopo (esattamente la notte tra il 21 e il 22 settembre 2019) è il momento di un Audi Q3 di un altro imprenditore della ristorazione. L’episodio avviene di notte dopo che il 53enne, lascia l’auto sotto casa in via Vincenzo Ferrante, nel popoloso quartiere di Rione Mazzini. L’ordigno semi-professionale piazzato nell’auto viene innescato a distanza. Ma l’auto non è l’unica a finire nel mirino degli intimidatori.
– Il medesimo giorno della deflagrazione avvenuta all’Audit Q3, forse nel medesimo momento, viene crivellato da colpi di kalashnikov anche il fuoristrada Toyota di un altro leghista . Oltre alla Toyota, nello stesso episodio, sono danneggiate dai colpi anche una Fiat Uno, un fuoristrada Kia e una Minicar di colore verde metallico (di quelle che usano i sedicenni). I fori di proiettile sono concentrati nel retro delle auto, tutte fanno riferimento a un unico gruppo familiare.
– Siamo al 13 settembre 2019, quando verso ora di pranzo una nube di fumo nero si leva dal nucleo industriale della località Pianodardine di Avellino per eclissare il cielo del capoluogo e di una decina di comuni limitrofi. L’aria diventa irrespirabile tanto che Prefettura e Comuni ordinano a tutti di rimanere chiusi in casa. Il gigantesco incendio, spento dopo sei ore di lavoro dei Vigili del Fuoco, distrugge quasi totalmente la Ics, fabbrica che produce componenti in plastica. Sul posto, oltre ai caschi rossi, anche Polizia, Carabinieri e Pm. Si indaga per incendio colposo, e nel contempo si dispone la chiusura delle scuole, si procede ad annullare giorni di feste patronali, ad emettere ordinanze contro l’utilizzo di ortaggi e frutta e a misurare la qualità dell’aria della zona coinvolta nell’incendio.
– Sono gli stessi giorni durante i quali viene ritrovato, all’interno del bagno del bar “Saint- Tropez” di Piazza d’Armi di Avellino, un messaggio dattiloscritto che denuncia la presenza di una bomba all’interno dell’adiacente Tribunale di Avellino. “La bomba esploderà il 25 settembre, trovatela” si legge nel messaggio sigillato in una busta recante l’intestazione di Palazzo di Giustizia. L’ordigno nei locali del Tribunale non c’è mai stato, così come appurato dalle unità cinofile di Carabinieri e Polizia. Ma in quel giorno del 25 settembre, il giudice Buono ha pronunciato la sentenza di primo grado nei confronti di due imputati di un processo per omicidio (entrambi condannati accogliendo le richieste del procuratore antimafia di Napoli). L’attenzione a Piazza D’Armi è stata altissima, con controlli serrati e presenza costante delle forze dell’ordine e di Polizia. Un processo che ha fatto scattare anche un’indagine-bis a carico di tre persone, con la Dda napoletana che si è focalizzata su esponenti della criminalità dell’hinterland avellinese.
– Siamo così all’aggressione subita davanti la propria abitazione di Torrette di Mercogliano Provincia di Avellino, dell’Assessore a Sicurezza e Sport del Comune di Avellino .Un pugno e la frase “così impari” provenienti da due uomini con il volto coperto da casco integrale. Si indaga per tentata estorsione. E’ il 26 settembre 2019.
– La notte successiva del 26 Settembre 2019 brucerà la vetrata di una macelleria di Montoro, Provincia di Avellino. Accertata la natura dolosa delle fiamme, si indaga nel mondo del racket: potrebbe essersi trattato di intimidazione a scopo estorsivo.
– Infine da non tralasciare, le tre auto completamente distrutte dal fuoco nel centro di Montemiletto provincia di Avellino, il 19 settembre del 2019. Un avvertimento, un atto che potrebbe essere collegato a ritorsioni effettuate nel mondo dei prestiti di denaro. La camorra usa come intermediari, probabilmente, persone del posto e quando non riescono ad incassare le somme attese (forse da troppo tempo), scattano ritorsioni a stampo malavitoso. Le indagini sono partite immediatamente e i Carabinieri sono alla ricerca di elementi che possano fornire risposte. La prima auto a prendere fuoco è stata una Volkswagen Polo, le fiamme si sono poi propagate sui due veicoli vicini: una Citroen C3 e una Fiat Panda. Una serie di episodi tutt’altro da sottovalutare, inanellati a pochi giorni di distanza, a poche ore in alcuni casi, che hanno allarmato la cittadinanza e fatto propendere gli inquirenti a direzionare le indagini verso una vera e propria Opa lanciata con il placet di altri gruppi della criminalità organizzata che non sarebbero direttamente in campo ma manterrebbero comunque i propri interessi in settori strategici quali l’immobiliare che da sempre è stato tra i principali business della Camorra. A seguito di quanto suddetto, chiedo alla Commissione da Lei presieduta un attento interessamento alla vicenda.

 

 

 

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