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Benevento| Fase due, commercio: confronto col Prefetto utile ma la fase è quella di stallo

Benevento| Fase due, commercio: confronto col Prefetto utile ma la fase è quella di stallo

23 Aprile 2020 | by Enzo Colarusso
Benevento| Fase due, commercio: confronto col Prefetto utile ma la fase è quella di stallo
Attualità
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All’indomani del confronto a distanza col sindaco di Benevento Mastella, oggi il mondo del commercio beneventano e le parti sociali si sono tornate a relazionare con le istituzioni. Questa volta è stato il Prefetto Cappetta ad esssere l’interlocutore delle istanze del comparto. E’ bene premettere: non è a Benevento che si possano trovare le risposte esaustive ad un problema esponenzialmente più grande delle capacità di soluzione nelle mani di una classe dirigente o istituzionale, già in palese difficoltà nella gestione dell’ordinario, figuriamoci quando la problematica è così grande. Detto questo, opportuno per far comprendere come si stia difronte a questioni epocali di difficilissima soluzione, appare quanto meno positivo che vi sia almeno la capacità di affrontare i temi, anche se si tratta di un dialogo limitato e sostanzialmente esplorativo. Il Prefetto, sempre attento alle istanze che provengono dal mondo del lavoro, ha ascoltato e garantito la propria intermediazione ma le risposte, in questa occasione, debbono arrivare dal Governo centrale che non appare del tutto compos sui. A Benevento la questione basilare è il rilancio delle attività. I commercianti hanno posto i loro punti di vista. Quelli del Corso una sostanziale moratoria all’idea della ztl, incassando il parere contrario di Mastella. Su commercio elettronico e quant’altro c’è il comprensibile parere contrario di chi ne scorge la pietra tombale delle proprie aspettative, per cui il dialogo ristagna l’unica strada certa è che ognuno rimanga sulle proprie posizioni. Gianluca Alviggi, leader di Confessercenti  sannita, ha posto al prefetto le stesse proposte che va paventando da tempo. “I negozianti, dice, sono lasciati ai loro problemi e a un destino maledetto. Tanti sono i colleghi e gli amici che pensano seriamente che sia quasi deleterio riaprire i battenti. Fitti arretrati, fornitori da pagare utenze e quanto altro sono spettri che attendono il commerciante al varco e in più la sanificazione e i presidii da acquistare. Chi ha fatto richiesta di liquidità, termina Alviggi, non ha una data certa di erogazione e accettazione della domanda, a parecchi non sono arrivati i 600 euro, è questa la realtà il resto solo chiacchiere. Purtroppo siamo incudine inermi e soli, questo è sicuro”. Insomma, il clima è depresso ma questa non è una novità. In sede locale occorre lavorare a soluzioni che possano essere accolte da tutti ma il dissesto pesa come un macigno ed ora in parecchi se ne stanno accorgendo.

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