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Airola| Ennesimo ritrovamento di cellulare in cella, Sappe:e c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di dire che va tutto bene!

Airola| Ennesimo ritrovamento di cellulare in cella, Sappe:e c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di dire che va tutto bene!

10 Giugno 2020 | by Anna Liguori
Airola| Ennesimo ritrovamento di cellulare in cella, Sappe:e c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di dire che va tutto bene!
Attualità
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Riceviamo e pubblichiamo:

“Ennesima giornata di “passione” per i poliziotti penitenziari del carcere minorile di Airola, che si sono trovati ieri a gestire l’ennesima situazione ad alto rischio.

Come denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, “l’altra notte, nell’Istituto Minorile sannita, l’Agente di turno di Polizia Penitenziaria, insospettitosi dal vociare di alcuni detenuti, tipico di una conversazione telefonica, ha avvertito il Preposto alla Sorveglianza Generale, che dispone immediatamente un’accurata perquisizione straordinaria alla cella e addosso agli occupanti tale stanza. Grazie all’utilizzo e alla segnalazione di un metal detector, si scopre che uno dei detenuti, occultava nelle sue parti intime, un oggetto; si invitava, pertanto, lo stesso a consegnare tale oggetto, ma il detenuto oppone un netto rifiuto; a questo punto, si decide di trasportarlo, se pure, in piena notte, al nosocomio più vicino. A seguito di vari, accurati esami radiografici, giunge la conferma che il detenuto ha un corpo estraneo nel retto; si provvede allora, ad attendere che lo stesso lo estraesse. Con gran stupore, si ha modo di verificare che l’oggetto occultato dal recluso, trattasi di un mini tel-cellulare dotato di sim, pienamente funzionante”.
Carmine D’Avanzo – Coordinatore SAPPE – Settore Minorile – evidenzia che “il detenuto in questione, già presso l’IPM di Nisida, ha dato dimostrazione del suo spessore criminale, rendendosi protagonista di vari episodi di risse tra reclusi e aggressioni agli agenti penitenziari. E’ bene ricordare che i due Istituti Minorili campani, di Nisida e Airola, ospitano minorenni e ultradiciottenni che appartengono a contesti familiari ed urbani ad alto tasso delinquenziale e che la maggior parte di costoro, il più delle volte, si è resa responsabile di gravi efferati delitti. E’ tempo che non si possono più giustificare “visioni poco terrene”; basta volgere un po’ lo sguardo a quello che ci accade attorno, per rendersi conto di una microdelinquenza minorile sempre più spavalda che sta minando seriamente il sereno vivere civile. Oggi, la Polizia Penitenziaria che opera nel settore minorile, è in trincea da tempo, nell’attesa spasmodica di un deciso cambio di rotta, in particolare, per quanto concerne una nuova legislazione penale minorile per ciò che attiene la separazione dei detenuti “minorenni” dai detenuti “ultradiciotteni; questo, se non altro, per evitare di veder trasformati gli attuali IPM in vere e proprie scuole di formazione alla criminalità!! Giunga, pertanto, il nostro plauso a tutto il personale della Polizia Penitenziaria, che nella specifica circostanza verificatasi presso la struttura minorile sannita, ha dato prova di grande capacità professionale, doti sicuramente meritevoli di elogio da parte della competente Autorità Dipartimentale”.
Telegrafico il commento di Donato Capece, segretario generale del SAPPE che proprio in queste ore ha avuto un aspro scambio di battute con il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello : “Questa è la quotidianità operativa nella struttura minorile di Airola, con buona pace di chi mette la testa sotto la sabbia, non vuole vedere quel che davvero succede nel carcere e dice per tanto che il SAPPE afferma cosa non veritiere……. Bravi, ancora una volta, i poliziotti penitenziari di Airola.”

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