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Il Console della Repubblica di Tunisia a Napoli e il progetto Surefish

Il Console della Repubblica di Tunisia a Napoli e il progetto Surefish

11 Settembre 2020 | by Domenico Letizia
Il Console della Repubblica di Tunisia a Napoli e il progetto Surefish
Attualità
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Rafforzare la cooperazione tra i protagonisti del Mediterraneo attraverso la diplomazia della pesca. Un obiettivo importante per tutti i paesi che affacciano sul Mediterraneo e che sta sviluppando una particolare sinergia tra Italia e Tunisia.  Il dibattito, di grandissima attualità per il settore, è  incentrato sulla dimensione mediterranea della pesca, per la quale la cooperazione allo sviluppo con i paesi della sponda sud del Bacino rappresenta un’occasione importante di crescita comune.  Rafforzare la cooperazione transfrontaliera in campo marittimo e per sostenere le buone pratiche di vicinato fra la Tunisia e le regioni del Meridione italiano può rappresentare un ulteriore tassello per lo sviluppo dell’occupazione sostenibile per i paesi del Sud. Il settore della pesca impiega in Tunisia circa 100.000 persone e rappresenta quasi il 10% dell’export legato al mondo del food.

L’ammodernamento del settore della pesca, dell’acquacoltura e la riabilitazione del porto di Kelibia sono priorità che il governo di Tunisi vuole affrontare in un clima di cooperazione con l’Italia. Una cooperazione che va rafforzandosi soprattutto nel Sud Italia. A tal riguardo, il presidente di Gi.&Me. Association, Franz Martinelli, ha incontrato il Console della Repubblica di Tunisia a Napoli Beya Ben Abdelbaki Fraoua per approfondire le opportunità di collaborazione, ricerca, innovazione e tutela del pescato attraverso il progetto Surefish.

L’obiettivo del progetto, vincitore 2019 dei Bandi legati alla Fondazione Prima, è quello di valorizzare il patrimonio ittico del Mediterraneo, attraverso il monitoraggio e l’analisi della tracciabilità, della sostenibilità e dell’autenticità del pescato in tutto il Mediterraneo.

Una sinergia tra associazioni, società ed attivisti locali che si avvale dell’utilizzo delle più innovative tecnologie e competenze su ICT, blockchain, etichettatura e imballaggi intelligenti, adoperando metodi analitici e sensoriali innovativi per la tracciabilità e la valutazione della pesca.

Allo stesso tempo, il progetto intende sviluppare strategie di comunicazione e informazione per promuovere la fiducia dei consumatori, con marchi di certificazione, lo sviluppo di applicazioni informatiche, per tutelare le specie in pericolo nel Mediterraneo e per condividere i dati delle ricerche con tutti i protagonisti del progetto.

L’incontro napoletano è stato utile per implementare la raccolta dati e l’elaborazione di un’analisi sulle difficoltà dei pescatori e delle aziende tunisine legate a questo mondo. Riuscire a conciliare produzione, occupazione, qualità, sostenibilità e tracciabilità è una sfida che i promotori del progetto Surefih stanno intraprendendo con successo, trovando anche l’adesione delle istituzioni tunisine così come l’attenzione del Consolato di Tunisi a Napoli e della Console Beya Ben Abdelbaki Fraoua.

Ricordiamo che  la Tunisia costituisce una potenziale “piattaforma” per l’approccio ai mercati contigui, grazie agli accordi bilaterali e multilaterali esistenti con i Paesi dell’Unione del Maghreb Arabo e in particolare l’Accordo di Agadir, stipulato tra Tunisia, Marocco, Egitto e Giordania. Opportunità di cooperazione e sinergia che meritano attenzione e valorizzazione anche da parte delle istituzioni italiane, per la valorizzazione, la tutela del Mediterraneo, per il monitoraggio e la crescita occupazione degli attori della filiera ittica nel mare comune e tra Italia e Tunisia.

 

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