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De Iapinis: “rispetto per Mastella, nessuno è senza peccato”

De Iapinis: “rispetto per Mastella, nessuno è senza peccato”

8 Maggio 2026 | by Enzo Colarusso
De Iapinis: “rispetto per Mastella, nessuno è senza peccato”
Attualità
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Ambner De Ipinis, imprenditore e già soggetto politico beneventano, dice la sua sulla situazione delicatissima che sta attraversando la città. Scrive una sua personale valutazione inquadrando il profilo del sindaco di Benevento Mastella del quale è stato di recente avversario politico ma del quale ha sempre rispettato il tratto personale. E anche in questo caso non partecipa al coro contrario che si alza da ogni parte mantenendo, in questo scritto, una posizione di rispetto sebbene incontrovertibile dal puntio di vista meramente politico.

“Sarebbe molto lungo tracciare la storia politica di questa città. Io sono stato, in questi ultimi anni, avversario politico, e dico “politico” su battaglie plurime di Mastella e questo, penso, sia evidente a tutti. Ripeto battaglie, come avversario, mai sono sceso sotto la cintura delle banalità e dell’accanimento. Io, allievo della scuola cattolica, di Mastella ero il delfino in passato, ricoprendo tutti i ruoli. Cadendo la Democrazia Cristiana in ambito nazionale e nonostante egli mai avrebbe voluto che io andassi via, mio malgrado, non condividendo il percorso politico, lo lasciai.

Lo lasciai nonostante avrei potuto avere tutto. Ma ho rinunciato a tutto perché le idee, per il sottoscritto, sono imprescindibili di fronte a ruoli di potere. Nonostante ciò, Mastella non è mai mancato a sostenere le mie battaglie civili. Oggi molti hanno un atteggiamento “nemicale” senza rispetto alcuno, almeno a livello istituzionale. Si sbandiera “l’eliminazione politica del nemico”? E questo è grave. Scagli la la prima pietra chi è senza peccato, e non tutti sono senza peccato. Io conosco perfettamente, chirurgicamente, come funzionava dagli anni ottanta la politica a Benevento. Io ero molto, ma molto amico dell’architetto e costruttore Roberto Salerno, ex presidente dell’Unione degli Industriali, che mi narrava la sua sofferenza e cosa lo faceva soffrire.

Chi può lanciare a prima pietra? Quanti? Quanti sono vergini di niente? Si sfrutta la via del “linciaggio politico”?

Male, molto male. Ritengo che verginelle in politica non abbondino. Certo, molte sono le eccezioni, ma molti, viceversa, no. Ci sarebbe da scrivere un romanzo. Mastella è da buttare dalla torre? Bene, dalla torre bisognerebbe buttarne allora tanti. Io la penso diversamente politicamente da Mastella, ciò nonostante egli ha sempre rispettato la mia neutralità. Mastella capro espiatorio di tutto? Non credo. Vi è tanto da analizzare nella città sommersa. Ci sarà molto da chiarire nel riempire le pagine della storia politica della nostra Benevento.

Il sottoscritto ha scelto l’eremitismo politico pur di non cedere mai.

La politica è un grande circo, un mondo ove si trova di tutto: una buona parte di persone per bene, profeti, falsi profeti, illuminati, faccendieri travestiti da angeli, circensi, finti servi, burattinai e burattini. E’ di mille colori la grande tavolozza della politica. Oggi, in modo asilistico, la scia diventa l’autostrada dell’opportunismo insurrezionalista e quando le condanne precedono i processi, si cavalca l’onda del “linciaggio politico mascherato e sottile” spacciandolo per moralità. Comunque la giustizia farà il suo corso e chi ha sbagliato ne risponderà.

Per chiudere: il giudizio storico dirà di Clemente Mastella, di questo protagonista della vita politica italiana.

 

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