La sentenza del Gip del Tribunale di Benevento Perrotta che ha rigettato il ricorso proposto da Piero Porcaro, titolare del laboratorio Tecnobios, e dalla moglie Maria Carmela Mignone. Nella furia destruens c’eravamo finiti anche noi di Lab Tv per via di alcune interviste a Gabriele Corona il cui contenuto non è stato ritenuto per nulla lesivo della reputazione della Tecnobios, sia dal PM che dal Gip. Per cui si possono ritenere più che valide quelle affermazioni che eccepivano nel periodo compreso tra il 22 marzo 2018 e il 19 febbraio 2019 il fatto che Tecnobios non fosse compreso nell’albo Accredia della Regione Campania e che quindi, in quel periodo, non potesse effettuare i tamponi anticovid. Corona cita Lab Tv, in verità lo farà spesso nel corso del comunicato.
“I due coniugi dal 2019 al 2023 presentarono esposti ed integrazioni ritenendo falsi e lesivi della loro reputazione i contenuti di alcuni articoli di Sandra Sandrucci, presidente della “associazione contro il malaffare” e Gabriele Corona coordinatore del movimento “Altra Benevento è possibile”, pubblicati sul sito Altra Benevento e trasmessi come intervista da LAB TV.
Le note stampa riguardavano gli esami per la presenza di Tetracloroetilene nell’acqua di Benevento, effettuati quando la Tecnobios non era iscritta ad apposito albo Accredia; i tamponi COVID19 per i dipendenti del Comune di Benevento, effettuati dal Centro Delta senza la preventiva autorizzazione della Regione Campania; il coinvolgimento di Porcaro nel procedimento penale per gli esami sul funzionamento dei depuratori.
A dicembre 2024 il Pubblico Ministero, dottoressa Maria Colucci, aveva proposto l’archiviazione dell’indagine che aveva coinvolto anche Antonella Coletta per un commento su facebook e Antonella Oliviero, Editore e Direttore di LAB TV, perché Corona e Sandrucci avevano esercitato il legittimo diritto di critica riferendo fatti veri di interesse pubblico senza l’utilizzazione di termini offensivi e/o infamanti.
Contro tale proposta Porcaro e Mignone hanno presentato opposizione ma il GIP con l’Ordinanza del 9 aprile ha accolto la tesi dell’avv. Antonio Bruno Romano, difensore di Corona e Sandrucci ed ha rigettato l’opposizione perché:
– “con riferimento agli esami sulla qualità dell’acqua distribuita dalla GESESA S.p.A., risulta accertato che il laboratorio Tecno-Bios S.r.l. era privo di accreditamento ACCREDIA nel periodo compreso tra il 22 marzo 2018 e il 19 febbraio 2019, avendo tuttavia continuato, in tale arco temporale, ad effettuare analisi per conto della predetta società”;
– la società Centro Delta alla data del 20 ottobre 2020, non era iscritta negli elenchi dei laboratori privati per effettuare i tamponi Covid-19 per i dipendenti comunali;
-“con riguardo al coinvolgimento della Tecno-Bios S.r.l. in un procedimento penale inerente alla gestione dei depuratori, l’autore degli articoli si è limitato a riprodurre il contenuto della richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero, nel rispetto dei limiti della continenza espressiva”
Sono state alcune decine le querele annunciate, presentate, giudicate inattendibili anche senza indagini, archiviate dal PM o dal GIP o respinte dal Tribunale, contro Gabriele Corona, ambientalista e fondatore di Altra Benevento per presunte diffamazioni a faccendieri o amministratori e funzionati pubblici, giudicate inesistenti dalla magistratura.
Si trattava di denunce temerarie che non hanno spaventato Altra Benevento ma in qualche caso sono riuscite ad incutere timori ai direttori delle testate giornalistiche destinatarie dei comunicati.
E’ accaduto così proprio a LABTV che non ha più voluto intervistare Altra Benevento dopo le denunce di Porcaro e Mignone, chiaramente infondate come accertato anche dal PM e da GIP.
Ma gran parte dei giornalisti locali, anche senza querele, non vuole trattare notizie che potrebbero infastidire il potente di turno e addirittura isola quei pochi che si permettono di fare bene il loro lavoro: verificare le informazioni, acquisire documenti e fornire notizie ai cittadini.
E’ accaduto così recentemente a Jonathan Checola, giornalista di Anteprima24, che ha ricevuto minacce telefoniche per un articolo sul coinvolgimento di alcuni tecnici sanniti in una operazione giudiziaria della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ma non ha ricevuto attestati pubblici di solidarietà da parte dei suoi colleghi. Anche questa ignavia è causa della disastrosa condizione di questa provincia.
Altra Benevento che continua a contrastare il malaffare, ringrazia Checola per la sua attività e gli esprime vicinanza e sostegno.