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“Progetta oggi il tuo futuro”: ad Avellino il seminario con il Presidente di Inarcassa Massimo Garbari per sfatare i falsi miti sulla previdenza

“Progetta oggi il tuo futuro”: ad Avellino il seminario con il Presidente di Inarcassa Massimo Garbari per sfatare i falsi miti sulla previdenza

5 Giugno 2026 | by Redazione Av
“Progetta oggi il tuo futuro”: ad Avellino il seminario con il Presidente di Inarcassa Massimo Garbari per sfatare i falsi miti sulla previdenza
Attualità
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Capire la previdenza per smettere di subirla e iniziare a progettarla. È questo il messaggio centrale emerso dal seminario “Progetta oggi il tuo futuro – Guida alla previdenza dei liberi professionisti”, tenutosi ieri, giovedì 4 giugno 2026, nella suggestiva cornice della Sala Blu dell’Ex Carcere Borbonico di Avellino.

L’incontro, che ha visto la partecipazione eccezionale del Presidente di Inarcassa, Ing. Massimo Garbari, è stato organizzato in sinergia con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Avellino (guidato dal Presidente Ing. Giovanni Acerra) e l’Ordine degli Architetti PPC di Avellino (guidato dal Presidente Arch. Vincenzo De Maio), con la moderazione dei delegati provinciali Ing. Guido Junior Sarno e Arch. Antonio Ressa.

Oltre il pregiudizio: Inarcassa come opportunità e non come tassa

Troppo spesso Inarcassa viene percepita erroneamente come un mero obbligo burocratico o, peggio, come una “scadenza fiscale” da temere nei mesi di giugno e settembre. Il seminario è nato proprio con l’obiettivo di scardinare questo stereotipo, stimolando nei professionisti le domande giuste per ottenere risposte concrete.

“La previdenza è a tutti gli effetti un progetto di vita”, è stato sottolineato durante l’incontro. “Inarcassa non è un peso, ma uno dei pochi enti in grado di offrire vantaggi reali in termini di tassi d’interesse e di tutele, operando come un vero e proprio salvadanaio per garantire la serenità del professionista una volta terminata l’attività lavorativa.”

Il valore della professione e la tutela del futuro

Un focus importante è stato dedicato alla consapevolezza economica della professione. Nella routine quotidiana, schiacciata dalle scadenze e dalle difficoltà gestionali, si tende a dimenticare che il contributo integrativo del 4% viene ribaltato sul committente e non grava direttamente sulle tasche del professionista.

Proprio per questo, è stato lanciato un forte appello alla categoria: non svendere la professione con ribassi eccessivi. Sottoesporre il valore delle proprie prestazioni oggi significa, in proporzione, compromettere direttamente l’entità
della propria pensione di domani.

Welfare, investimenti e l’attrattività della Partita IVA
Durante la sessione è stato analizzato il bilancio solido dell’ente – che vanta una cassa da 17 miliardi di euro – una forza finanziaria che permette a Inarcassa di avere un peso specifico rilevante nelle trattative con il Governo per alleggerire
la burocrazia e rendere la libera professione più appetibile.

Sono stati inoltre affrontati temi cruciali legati al welfare e alla solidarietà:

Evoluzione della tutela sanitaria: Dalla gratuità iniziale dei check-up (purtroppo oggetto in passato di speculazioni da
parte di strutture private che ne hanno snaturato la gratuità) si è passati a formule mirate, oggi divenute essenziali per
rispondere alle reali esigenze legate all’età e alle carenze del sistema sanitario nazionale.

Il nodo delle iscrizioni: Nonostante l’alto numero di laureati e abilitati, si registra una proiezione scoraggiante sulle nuove iscrizioni alla Cassa, frenate dal miraggio del “posto fisso”. Eppure, quando la politica industriale si muove correttamente – come accaduto in passato con le misure del Superbonus, che hanno generato un picco di richieste di tecnici – i giovani dimostrano di voler scommettere sulla Partita IVA.

Conclusione: superare la cultura del lamento
Il rammarico più grande emerso dal dibattito – conclusosi con un partecipato confronto aperto con gli iscritti e i Delegati Inarcassa della Campania – riguarda la persistenza di pregiudizi duri a morire. Lamentarsi a prescindere, senza
conoscere i meccanismi dell’ente o, peggio, rifiutando di informarsi, danneggia l’intera categoria.

La previdenza non si subisce: si pianifica oggi. E l’incontro di Avellino ha dimostrato che, con la giusta informazione, il futuro dei professionisti irpini può essere guardato con molta più fiducia.

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