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Avellino| Stallo contratto integrativo lavoratori Asl, Santacroce (Cisl Fp) chiede un confronto

Avellino| Stallo contratto integrativo lavoratori Asl, Santacroce (Cisl Fp) chiede un confronto

22 Ottobre 2020 | by Redazione Av
Avellino| Stallo contratto integrativo lavoratori Asl, Santacroce (Cisl Fp) chiede un confronto
Lavoro e Sindacati
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“Il referendum consultivo dei lavoratori dell’ASL di Avellino, conclusosi in questi giorni, ci impone, visto l’imminenza della fine dell’anno, di concludere i lavori per la stipula del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo anno 2020 – dichiara Antonio Santacroce Segretario Generale della Cisl Fp IrpiniaSannio. Corriamo il rischio che le somme non ancora impegnate nell’anno 2019, non essendo destinate alla produttività, vanno imputate in economia nell’anno 2020 e se ciò dovesse verificarsi anche per il corrente anno, potrebbero divenire economie per l’Azienda e quindi non più utilizzabili. Oltre a sopportare lo stallo fin qui registrato rischiamo di subire anche la beffa”.
Santacroce torna sulla querelle contratti ancora in alto mare e indica un percorso per provare a risolvere la questione. “Su queste motivazioni, ed in seguito al referendum consultivo – continua – insieme a tutto il gruppo dirigente della CISL FP IrpiniaSannio abbiamo invitato l’ASL di Avellino a convocarci e a lavorare per condividere e portare a termine problematiche come: la stipula del Contratto Giuridico ed Economico mai sottoscritto in questi anni presso l’Azienda in merito alla quale abbiamo inoltrato, per la condivisione, la nostra proposta di contratto collettivo decentrato integrativo; la definizione delle somme da destinare alla produttività anno 2019; l’attribuzione delle progressioni economiche orizzontali anno 2019 e la sottoscrizione dello stesso istituto contrattuale anche per l’anno 2020 nonché l’utilizzo dei fondi relativi all’anno 2020”.
“Finiamola con l’inconcludente ed improduttivo rimpallo di responsabilità tra le parti che di certo porta ad un solo ed unico risultato: danno ai lavoratori. Impedire il riconoscimento delle progressioni economiche orizzontali a circa 450 dipendenti nell’anno 2019, a circa 200 per l’anno 2020 e a circa 100 per l’anno 2021, sarebbe un massacro
soprattutto in considerazione del fatto che aspettiamo ciò da anni. Sarebbe bello “il tutto a tutti”. Lungi da noi pensare che qualcuno non stia rappresentando, come da mandato, la volontà dei lavoratori ma stia badando soltanto ai propri interessi. I fatti e le norme sono in continua evoluzione e non bisogna dare per scontato che i restanti pochi lavoratori nel 2021 resterebbero fuori dal percorso delle progressioni economiche orizzontali. Lavorare per la stipula dei contratti, condividere regolamenti, confrontarsi sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, in un momento delicato come quello che sta attraversando la sanità, è il nostro ruolo. Di vertenzialità ne abbiamo già tante. È giunto il momento che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità. Ovviamente saranno i lavoratori, qualora danneggiati, a decidere i percorsi da intraprendere e non certamente chi parla per loro. Come sempre saremo pronti, come già verbalizzato nel tavolo prefettizio, a sostenere i diritti e gli interessi di tutti i laboratori – conclude Santacroce”.

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