breaking news

Ariano Irpino| Morte di Gerardina Corsano, l’avvocato Gazzella: addolorati ma l’Oasi non c’entra. La titolare: segnati dalla vicenda

Ariano Irpino| Morte di Gerardina Corsano, l’avvocato Gazzella: addolorati ma l’Oasi non c’entra. La titolare: segnati dalla vicenda

10 Novembre 2023 | by Redazione Av
Ariano Irpino| Morte di Gerardina Corsano, l’avvocato Gazzella: addolorati ma l’Oasi non c’entra. La titolare: segnati dalla vicenda
Cronaca
0

Siamo tutti addolorati per quanto è successo ma il ristorante Oasi di Ariano Irpino non c’entra nulla con la tragedia che ha colpito i coniugi Meninno-Corsano: con la morte della signora Gerardina e i problemi di salute che aveva accusato il signor Angelo”.

Ha dichiarato pressappoco così l’avvocato Guerino Gazzella, legale dei titolari del locale Oasi, Pina Scaperrotta e Luigi Trancuccio, durante la conferenza stampa svolta proprio nel ristorante di Rione Martiri, con una storia ultradecennale alle spalle.

“Il locale – ha aggiunto il legale – è estraneo alla vicenda e dopo il dissequestro è stato riaperto al pubblico”. Gazzella era seduto proprio tra i due coniugi, provati da quanto è successo e dal fatto che la loro pizzeria, seguita con attenzione e passione in ogni particolare, sia dovuta balzare per un fatto del genere sulle cronache nazionali, visto che 3 giorni prima Angelo e Gerardina avevano mangiato lì una pizza condita con dell’olio piccante.

A questo punto delle indagini, però, è praticamente da escludere che il decesso della 46enne e i forti dolori accusati dal marito, ricoverato al Cotugno per giorni, siano collegati ad una intossicazione alimentare. Quasi del tutto sfumata anche l’ipotesi dell’ingestione involontaria di pesticidi su altri alimenti. Ora si vaglia la possibilità che, forse nella loro attività agroalimentare, abbiano maneggiato inavvertitamente semi, cereali, legumi o altro, su cui erano finiti prodotti chimici. Al momento, però, non c’è ancora nulla di certo. A dare solidarietà ed esprimere vicinanza ai ristoratori il presidente dei cuochi campani, Luigi Vitiello, e Dino D’Amato presidente provinciale della Confiap.

Ma per la signora Pina, nonostante la volontà di ripartire, l’incubo non è ancora finito: “Non pretendo di dimenticare, perché è impossibile, ma voglio cercare di ricominciare. Siamo molto addolorati, però dobbiamo cercare di chiudere questo capitolo al più presto, pronti a tornare a lavorare con lo stesso spirito di prima”.

Per lei è ancora molto vivo il momento in cui, lo scorso martedì 31 ottobre, arrivò nel locale la notizia del decesso della donna per una sospetta intossicazione alimentare, da cui poi sono partite le indagini e l’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo a suo carico e a carico del marito, oltre che per omicidio colposo e lesioni colpose in ambito sanitario per un medico dell’ospedale “Frangipane”, Gaetano Lisella.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *