Nel silenzio carico di tensione dell’aula 4 del Tribunale di Benevento si è aperto questa mattina il processo davanti alla Corte d’Assise nei confronti di Salvatore Ocone, accusato dell’omicidio della moglie Elisa Polcino e del figlio quindicenne Cosimo Ocone, oltre che del tentato omicidio della figlia sedicenne Antonia, tornata a casa dopo mesi di ricovero al Neuromed di Pozzilli. All’uomo viene contestato anche il reato di sequestro di persona.
I fatti risalgono allo scorso 30 settembre quando, alle prime luci dell’alba, nell’abitazione di Paupisi, si consumò una tragedia che sconvolse l’intera comunità sannita e l’opinione pubblica nazionale.
Quella odierna è stata un’udienza particolarmente significativa soprattutto alla luce dell’istanza avanzata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Gianni Santoro. Il legale ha depositato una documentazione sanitaria relativa al passato clinico dell’imputato, già sottoposto negli anni scorsi a TSO. La linea difensiva punta a ottenere per Ocone una pena da scontare in una struttura compatibile con le sue condizioni psichiche.
In aula anche Mario Ocone, con il suo legale Nicodemo Gentile, che ha ribadito vicinanza e sostegno anche ad Antonia, profondamente segnata dalla tragedia.
Il processo tornerà in aula il prossimo 10 giugno, data fissata per la nuova udienza.