breaking news

Giovane ingegnere percorre la Via Francigena nel Sud nell’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane”

Giovane ingegnere percorre la Via Francigena nel Sud nell’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane”

25 Giugno 2020 | by Anna Liguori
Giovane ingegnere percorre la Via Francigena nel Sud nell’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane”
Curiosità
0

Luca Magliozzi, questo è il nome di un ingegnere edile di 34 anni di Roma che ha vissuto per diversi anni in Inghilterra, dove ha svolto anche attività di volontariato, e che ora sta percorrendo la Via Francigena nel Sud. Luca è partito tre settimane fa da Castel Gandolfo, all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani, con tenda in spalla per percorrere il tracciato ufficiale della Via Francigena nel Sud. Domenica mattina si è avviato da Vitulano, dove aveva pernottato, per raggiungere la pista ciclopedonale “Paesaggi sanniti” e in questo modo arrivare alla città di Benevento. Luca ha quindi imboccato la pista ciclopedonale in contrada Scafa e poco dopo è transitato in contrada Sant’Angelo a Piesco dove si è fermato presso il Centro Visite dell’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane” perché affascinato dal contesto paesaggistico che stava attraversando. Qui è stato accolto da due volontari della LIPU: Marcello Stefanucci, delegato della Sezione di Benevento, e Paolo Scalise, i quali hanno illustrato le peculiarità naturalistiche e storico-archeologiche di questa parte dell’Oasi di protezione della fauna “Zone Umide Beneventane”, creata dalla Provincia nel 2008 su proposta della LIPU e da quest’ultima gestita dall’estate del 2013. Ecco allora che nelle parole dei volontari della LIPU sono diventati protagonisti aironi, upupe, gruccioni, rigogoli e tanti altri uccelli che trovano rifugio nell’Oasi, ma anche le diverse evidenze storiche dell’area, come il centro storico di Castelpoto, di origini longobarde, che si affaccia sulla valle del fiume Calore e che Luca poteva ammirare dalla pista, ma anche i resti romani del cosiddetto Ponte delle Maurelle e soprattutto le strutture longobarde ancora presenti sull’altura di Monte Sant’Angelo da cui si ha un’eccezionale vista sulla piana di Pantano e su Benevento.

Parlando con gli attivisti della LIPU, Luca ha espresso in questi termini la sua ammirazione per la bellezza e la tranquillità di questa zona: “Dalla mia partenza a Castel Gandolfo questo della pista ciclopedonale è uno dei tratti più belli e sereni della Via Francigena nel Sud, lontano dal traffico e immersi nella natura con sottofondo lontano di campane e campagna”.

Queste caratteristiche dell’area purtroppo non sono state prese in considerazione dalla Gesesa, l’azienda idrica di Benevento, che, per conto del Comune di Benevento, ha individuato proprio qui il sito dove realizzare il più grande depuratore della città che dovrebbe servire 35.000 abitanti. La Sezione LIPU di Benevento, insieme alle delegazioni locali di altre associazioni ambientaliste (Forum Salviamo il Paesaggio, WWF, FAI, CAI, Slow Food, Archeoclub) e al Comitato di S. Clementina, ha fatto notare all’Amministrazione comunale l’inidoneità di quest’area e di quella di S. Clementina, (dove dovrebbe venire un altro depuratore per 10.000 abitanti), vista la loro vocazione paesaggistica e storico-archeologica, con un conseguente grande potenziale di attrattiva turistica.

Il pellegrino romano, dopo la sosta presso il Centro Visite dell’Oasi LIPU, ha ripreso il cammino facendosi consigliare su come godersi al meglio l’area, quindi all’altezza della galleria lungo la pista ciclabile è salito attraverso un sentiero brecciato sull’altura di Monte Sant’Angelo percorrendo poi la viabilità interna della c.da Sant’Angelo a Piesco, la quale offre scorci panoramici sulla valle del Calore, dove alla confluenza del torrente Serretelle nel fiume Calore insiste il più grande bosco igrofilo planiziale di tutto il corso del Calore, sulla piana di Pantano e sulla città di Benevento. Da questa stretta strada asfaltata, adatta anche per le escursioni a piedi visto il bassissimo flusso di traffico automobilistico, Luca ha scattato delle belle foto, che si allegano, al paesaggio della valle del Calore tra Sant’Angelo a Piesco e il Calore attratto dalla rigogliosa vegetazione fluviale che va considerata una risorsa e non un pericolo come invece alcuni vogliono far credere facendo pressioni sulle pubbliche amministrazioni per eliminarla.

Luca Magliozzi si è quindi fermato a Benevento visitando i monumenti più importanti della città ed è ripartito alla volta della Puglia facendo un’altra tappa nel Sannio Beneventano a Buonalbergo. Tra qualche giorno arriverà a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, località omonima della collina presente nell’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane” proprio per la comune origine longobarda delle strutture architettoniche presenti in queste due località.

Per chi volesse seguire il cammino di Luca Magliozzi lo può fare su Instagram a @wanderingsootball.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *