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Sit in di protesta degli ex lavoratori dei consorzi rifiuti

Sit in di protesta degli ex lavoratori dei consorzi rifiuti

5 Agosto 2016 | by Anna Liguori
Sit in di protesta degli ex lavoratori dei consorzi rifiuti
Eventi
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BENEVENTO – Questa mattina, dalle ore 10, si terrà un sit in degli ex dipendenti del Consorzio Bn1, nei pressi della direzione amministrativa dell’Asia, in via delle Puglie.
La manifestazione ha l’obiettivo di chiedere ai componenti del nuovo Consiglio di prendere posizione su questa lunga vertenza, a partire dalle dimissioni, che i lavoratori chiedono, del presidente Lucio Lonardo.
La sua permanenza, vista l’importanza dell’azienda, non può avvenire in modo semplicemente per continuità burocratica.
I cittadini contribuenti hanno diritto, visto la salatissima gabella che pagano, di sapere come la pensano i singoli consiglieri.
Per questo, secondo noi, urge una pubblica discussione in una delle prossime sedute.
Riportiamo il volantino che i lavoratori distribuiranno per spiegare, alla città, i motivi della protesta.

 

Lucio presiede, i cittadini pagano, troppo, e i dipendenti dei Consorzi non sono stati assunti. Basta, bisogna cambiare.

Da quasi dieci anni Lucio Lonardo gestisce l’Asia. Se Mastella nel 2017 dovesse rinnovare la carica, arriverremo a quattordici anni. Sono tanti, quattordici anni. Troppi.

L’Asia non è un feudo personale di Lonardo, né di Mastella. Nè un succulento centro di potere politico, amministrativo ed economico.

Ricordiamo che fu l’Udeur, il partito di Mastella, tramite l’appena eletto sindaco Pepe, a regalare il “giocattolo” al cugino della moglie.

Dopo tanti anni il giudizio della maggioranza dei contribuenti è assolutamente negativo: a fronte di un tributo fra i più esosi d’Italia, la città è sporca.

La gestione di Lonardo presenta molte e profonde criticità.

I bilanci sono criticati da addetti ai lavori: vedi Pietro Grasso, revisore dei conti.

In tanti anni, nonostante le continue promesse, l’azienda non è stata delocalizzata.

La salute pubblica non è garantita a molti cittadini. Ciò è grave anche sotto il profilo penale.

La gestione del personale è criticabile da ogni punto di vista: clientelare e pure costosa.

Per non parlare del ruolo assunto nel mancato decollo della società

provinciale Samte quando era in procinto di assumere la gestione dell’intero

ciclo dei rifiuti, quindi anche della raccolta differenziata, per abbattere i costi totali sel servizio e assumere i 124 dipendenti dei Consorzi Bn1, Bn2 e Bn3.

Ad Avellino, rispettando la legge, è stata creata Irpiniambiente, con gran beneficio economico dei contribuenti, dell’efficienza e dei dipendenti dei Consorzi.

Nella nostra città, in cui le leggi si rispettano secondo le convenienze, ciò non è avvenuto, proprio per favorire l’Asia, non facendola scomparire.

In tal modo il Comune ha continuato ad incassare la tassa e a gestirla.

I dipendenti dei Consorzi Bn1, Bn2 e Bn3, da ben sei anni sono senza lavoro proprio per questo motivo. Con la provincializzazione, prevista dalla legge, tutti i dipendenti dei tre Consorzi sarebbero stati assunti, tramite il passaggio di cantiere, dalla Samte.

Si sarebbe evitato il dramma di tante famiglie e i cittadini avrebbero pagato meno tasse.

Il beneficio sarebbe stato di tutti. Invece siamo costretti a lottare ancora.

Chiediamo, ai nuovi amministratori, di richiamare l’Asia ai suoi doveri e di assumere, come previsto dal commissario liquidatore del Consorzio Bn1, Carmine Cossiga, i beneventani che ne hanno diritto.

Chiediamo la rimozione immediata del presidente dell’Asia,

che malgestisce un bene comune di tutti i cittadini.

Chiediamo la necessaria discontinuità amministrativa con una presa di posizione pubblica, precisa e responsabile, in una vertenza che si trascina da troppi anni, seguita con partecipazione dalla pubblica opinione e dalla maggioranza dei cittadini.

Altrimenti bisogna dar ragione a chi asserisce: non è cambiata la musica e sono tanti i musicisti che sono restati ai loro posti.

Ex dipendenti Consorzio Bn1, in lotta per il lavoro e la dignità.

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