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San Giorgio del Sannio| Il Meetup a colloquio con l’Alto Calore Servizi: “dimissioni di tutto il CDA”

San Giorgio del Sannio| Il Meetup a colloquio con l’Alto Calore Servizi: “dimissioni di tutto il CDA”

26 Settembre 2016 | by Anna Liguori
San Giorgio del Sannio| Il Meetup a colloquio con l’Alto Calore Servizi: “dimissioni di tutto il CDA”
Politica
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SAN GIORGIO DEL SANNIO – Il Meetup San Giorgio del Sannio in Movimento, unitamente alla Portavoce in Consiglio Comunale del M5S, Francesca Maio, è stato ricevuto dal responsabile del procedimento per l’accesso agli atti mercoledì 21 settembre presso la sede di Alto Calore Servizi S.p.A..

“Dopo una lunga discussione con il responsabile sulla consegna degli atti richiesti, – silegge nella nota stampa – non abbiamo ricevuto la documentazione richiesta dalla nostra ultima Pec di accesso agli atti, per un presunto “illecito controllo” da parte nostra, a quanto ci hanno riferito, essendo l’ente sottoposto già a svariati controlli. Abbiamo insistito facendo leva sul diritto alla trasparenza – obbligatorio per un ente a carattere pubblico – ancor più se avanzata, tra l’altro, dal Consigliere di un Comune socio dell’azienda, qual è San Giorgio del Sannio, dichiarando di aspettare entro e non oltre la data del prossimo 30 settembre.
Se entro tale data l’Alto Calore Servizi S.p.A. non ci avrà fornito la documentazione richiesta, o quantomeno una motivazione ufficiale del diniego, procederemo per un iter giudiziario.
Per chi non avesse seguito la vicenda degli scorsi mesi, riassumiamo brevemente le richieste che abbiamo formulato al Cda di Alto Calore Servizi S.p.A., il quale ci ha fornito solo i bilanci 2013, 2014 e 2015 e una perizia del tribunale per il patrimonio mobiliare. Dalla poca documentazione in possesso abbiamo già riscontrato gravi anomalie che ci hanno portati a richiedere nuovi documenti più specifici per un’analisi approfondita di alcune manovre sospette.
Di seguito, le nostre richieste di chiarimento, tutte documentate:

Atto di transazione per un valore 1.560.000 euro per esprori che ci hanno detto sia stata registrata alla voce “sopravvenienza attiva/passiva” del bilancio, senza però poter accedere alle singole quietanze, le rispettive liberatorie e versamenti dei bonifici effettuati ai singoli beneficiari per non contravvenire alla tutela della privacy.Per il bilanci 2013, 2014, 2015 abbiamo chiesto, ed attendiamo il 30 settembre, copia dei mastrini contabili con le dovute scritture delle “fatture da emettere/acqua”.
Ci sono Comuni e altri enti morosi? Chi sono e a quale costo? Quanto è stato recuperato, in che percentuale?
Qual è il reale consumo idrico e la relativa computazione contabile per ogni singolo Comune? Abbiamo notato con molto stupore che cittadini ed enti pagano i rispettivi consumi da un bollettino postale intestato alla Banca Nazionale del Lavoro e non all’Alto Calore Servizi. Che cosa significa, che è stata estromessa dalla Banca per l’incasso a fronte di un affidamento milionario? Manca la trasparenza, in bilancio non c’è traccia del cambio di questo affidamento e di come vengano registrati tali incassi pagati a soggetti terzi.

Quali sono i presupposti giuridici che hanno permesso in bilancio un patrimonio di oltre 130 milioni di euro? Patrimonio sicuramente già ammortizzato se fosse veramente dell’ente. Ci siamo chiesti allora se invece siano stati incorporati beni di proprietà comunali o regionali che, pertanto, troveremmo nei loro rispettivi bilanci. Dai bilanci CEE degli anni 2001 e 2003, periodo della scissione del precedente Consorzio nelle due società: Alto Calore Servizi S.p.A e Alto Calore Patrimonio si potrebbe capire meglio, ma non ci sono stati ancora dati.

Sul progetto Garanzia Giovani (già al vaglio della Procura) abbiamo chiesto chiarimenti in merito alla scelta di una società di formazione, la WAC, a discapito di una accreditata dalla Regione Campania, la PSB. In che modo è avvenuta tale scelta, con quale bando? C’è la presenza in graduatoria, e beneficiari del progetto, alcuni figli e parenti dei dipendenti di Alto Calore Servizi S.p.A., o di amministratori e dirigenti dei Comuni soci. Vorremmo averne una lista dettagliata!

Perchè a fronte di una spesa in bilancio di € 1.580.279,00 per l’alluvione di Benevento e provincia dello scorso anno ci sono schede di lavoro per nemmeno 100 mila di euro? Che fine ha fatto l’intera cifra?
Chi sono le aziende di recupero crediti, che percentuale devono recuperare e che risultato hanno ottenuto? Quanto paghiamo per queste società?

Vogliamo poi mettere che un ente a gestione pubblica e sotto il controllo dell’Anac non rispetti la legge? A quanto pare sì. Il decreto legislativo 33/2013 non viene rispettato: non vengono pubblicate le determine a contrarre, nemmeno quelle relative ai cottimi fiduciari; non viene pubblicato il piano triennale della trasparenza; non è prevista la prevenzione alla corruzione; non esiste un albo dei fornitori, ma si preferisce farlo in modo arbitrario e clientelare; non c’è il principio della rotazione di concorrenza, vengono fatte nomine sempre alle stesse ditte con rinnovo contratti maggiorati ed incarichi a terzi senza evidenza pubblica. Sono omessi: l’elenco anticorruzione, con incarichi affidati a professionisti esterni; il nominativo del responsabile alla trasparenza e della prevenzione della corruzione, atto di nomina secondo le direttive Anac, che secondo voci di corridoio dovrebbe coincidere con il direttore amministrativo. Quindi, il controllato dovrebbe essere anche il controllore…
Il debito dei Comuni soci ed Enti morosi è passato dal 7% al 40%. Come mai?
Come è possibile che un ente a gestione pubblica aumenti le tariffe senza rispettare i limiti decisi dall’Autorità per l’Energia, il Gas ed il servizio idrico integrato e senza prevedere le tariffe agevolate per le fasce deboli?
Possiamo avere notizia sui lavori eseguiti e non riscossi per conto dei Comuni di San Giorgio del Sannio, Montesarchio, l’Agro Vitulanese e Solopaca?
Possiamo capirci qualcosa su un noto progetto CEE per la falda di Camposauro (Solopaca) di € 29.264.701,00 integrato fino a circa 40 milioni, rimasta opera incompiuta: resterà così? Dobbiamo definitivamente considerarlo come tanti altri progetti serviti solo a pagare progettisti e legali?
Perchè non vengono pubblicati sul sito Alto Calore Servizi S.p.A. i tabulati mensili per la trasmissione dati relativi alle portate derivate dai pozzi e sorgenti gestite dall’Alto Calore, che gli stessi Comuni soci ignorano? Forse perchè con tali dati si smentirebbe la favola della mancanza dell’acqua?

Questa è solo una parte delle inadempienze e del modus operandi che abbiamo rilevato dell’ACS. Non troviamo ragione di un “illecito controllo”, ma di leciti dubbi! Soldi dei cittadini di cui vogliamo sapere la giusta destinazione!
La nostra conclusione – già ipotizzata nei precedenti comunicati – è che l’Alto Calore Servizi SpA sia solo una macchina finalizzata al consenso elettorale per elargire favori in cambio di voti a questo o quell’altro referente di turno. Con la collaborazione del Consiglio di Amministrazione, dei dirigenti e ancor più grave complicità dei Comuni soci, 97 in Irpinia e 30 nel Sannio.
Tutto fa pensare alla volontà di mantenere questo ente come un carrozzone incontrollabile e blindato dalla politica a fronte di vantaggi economici, ne giustificherebbe la chiusura totale alla trasparenza, o la mancata partecipazione attiva dei Comuni soci, magari compensata da favori e gratificazioni di altro genere, dalla chiusura di un occhio sulle morosità accumulate, crediti che non ci si affretta a recuperare…
A noi del Movimento 5 Stelle non interessa verificare questo genere di atti, non è di nostra competenza e la rimandiamo a chi di dovere. Quello che però ci preme, in attesa della documentazione richiesta o di una motivazione ufficiale del diniego, è chiedere le dimissioni immediate del gruppo dirigente dell’ente: del Presidente e di tutto il Cda. L’Alto Calore Servizi S.p.A. deve essere ripulito dai “burattini” della politica e deve restare a totale gestione pubblica del servizio idrico. Pertanto, restiamo fermamente contrari alla fusione con la Ge.se.sa. Una fusione, tra l’altro, che si riferisce alla sola gestione del servizio pubblico, mentre i debiti milionari accumulati – e creati appositamente con la malagestione per giustificare l’ingresso del privato – resterebbero comunque sulle spalle dei Comuni soci e quindi dei cittadini. Noi come forza politica non possiamo permetterlo!”

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