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Avellino| “Report” su Genovese e nel M5S scoppia il caso D’Alessandro, critica la base

Avellino| “Report” su Genovese e nel M5S scoppia il caso D’Alessandro, critica la base

11 Dicembre 2018 | by Redazione Av
Avellino| “Report” su Genovese e nel M5S scoppia il caso D’Alessandro, critica la base
Politica
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(alca) – A Report, su Rai3, ieri è andata in onda l’intervista registrata a settembre al Comune di Avellino a Damiano Genovese, l’ex consigliere della Lega che ha ottenuto più voti per il partito di Salvini alle ultime elezioni comunali. Nel servizio, però, viene sottolineato un altro aspetto: Damiano è il figlio di Amedeo Genovese, accusato di estorsioni, traffico di droga, essere il mandante dell’omicidio di Walter De Cristofaro e associazione camorristica, e per questo da anni in carcere con una condanna all’ergastolo.

Ma il giovane imprenditore, legato al mondo dello sport, chiarisce ancora una volta i rapporti con il padre, rispetto al quale lascia intendere che molte attribuzioni derivano dai racconti dei pentiti, e sottolinea quello che è stato il suo personale percorso lavorativo e sociale.

Intanto, la stessa troupe incontra anche il coordinatore regionale della Lega in Campania, l’ex di An e Pdl, Gianluca Cantalamessa, al quale chiede se era a conoscenza di questo legame di parentela tra Damiano e quello che la magistratura avellinese e la Dda hanno sempre ritenuto essere il vertice del cosiddetto clan Partenio. Naturalmente Cantalamessa nega e afferma, però, che il ragazzo è pulito, nessun carico pendente.

Infine, ed è qui che scoppia il caso nel caso, il servizio si chiude ritornando al Comune di Avellino, con il saluto del consigliere 5 Stelle Fabio D’Alessandro: “Trattatelo bene… non dimenticate che è sempre il figlio del boss”, dice scherzando.

Una battuta che potrebbe costargli l’espulsione dal Movimento.

Immediata, infatti, è stata la reazione del Movimento 5 Stelle che in un post subito dopo la trasmissione ha scritto: “Gli atteggiamenti e le parole venute fuori dal servizio di Report da parte dell’ex consigliere Fabio D’Alessandro sono imbarazzanti e inaccettabili. Il nostro dovere come gruppo politico deve essere quello di dare delle risposte chiare e nette di distanza da quelle immagini e da quelle parole. Pertanto abbiamo già segnalato il caso ai probiviri che decideranno sulla sua espulsione. Di certo non lo vedrete mai più ricoprire alcun ruolo da candidato con il M5S”.

Un giudizio impietoso e senza appello che, però, è stato subito bacchettato da diversi membri del Meetup. Tantissimi, infatti, gli attivisti che hanno criticato questa presa di posizione così intransigente. Una definitiva senza processo all’ex consigliere D’Alessandro derivante solo da una battuta infelice, dimenticando il suo impegno sul territorio.

Tra i commenti c’è anche quello dell’ex consigliere Alfonso Laudonia, che ha vissuto un’esperienza simile solo per aver contestato la linea della giunta Ciampi rispetto ad alcuni pezzi importanti del programma: “Qui si fa così per una battuta – si legge in un suo post su Facebook – un comunicato e due calci nel sedere. D’Alessandro ha fatto una fesseria, ma tra noi è quello che più si è impegnato sul territorio. Quel “certo non lo rivedrete ricoprire alcun ruolo da candidato con il m5s” è più grave delle parole dette da Fabio. Si scarica la persona, non il politico, senza neppure un grazie, un siamo desolati, ma non possiamo fare altrimenti. È questa la considerazione che si hanno delle persone? Anche in passato sono state tante altre le occasioni di imbarazzo per il Movimento, quindi tutti a casa?”.

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