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San Giorgio del Sannio| Nuovo scontro sui rifiuti, la Maio ‘censura’ l’ennesima letterina del sindaco Pepe

San Giorgio del Sannio| Nuovo scontro sui rifiuti, la Maio ‘censura’ l’ennesima letterina del sindaco Pepe

4 Settembre 2020 | by Anna Liguori
San Giorgio del Sannio| Nuovo scontro sui rifiuti, la Maio ‘censura’ l’ennesima letterina del sindaco Pepe
Politica
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E’ proprio il caso di dire che i conti non tornano”. Comincia così la nota stampa di Francesca Maio, consigliere comunale del M5S a San Giorgio del Sannio. Si parla, ancora una volta, della questione rifiuti. E’ apparsa un’altra letterina paternalistica del Sindaco Mario Pepe, dove per l’ennesima volta attribuisce la colpa ai cittadini morosi se, il Comune, non è in grado di pagare le fatture della società che svolge il servizio di spazzamento e di raccolta dei rifiuti” – spiega l’esponente pentastellato.Ci sarebbe da ridere – prosegue – se la questione non fosse tremendamente seria”.

Facciamo un passo indietro. Tra i primi atti dell’amministrazione Pepe ci fu l’indizione della procedura d’appalto per individuare un nuovo gestore del servizio rifiuti. Poteva essere il momento giusto per migliorare la qualità della raccolta e ridurre i costi a carico dei cittadini. Invece l’amministrazione Pepe cosa fece? Bandì un appalto letteralmente identico al precedente (risalente addirittura al 2008), senza alcun meccanismo premiale legato al conferimento dei materiali selezionati”.

Sempre in tema rifiuti, – aggiunge Francesca Maio – l’amministrazione – assolutamente non attenta alle esigenze dei cittadini – non solo non ha voluto approvare per diverse volte la mozione targata M5S sull’aumento dello sgravio Tari per chi effettua il compostaggio domestico, ma non applica neppure il regolamento già in vigore”.

Per non parlare, poi, delle compostiere di comunità, considerato che l’attuale amministrazione non ha partecipato al bando che avrebbe azzerato il costo del conferimento dell’umido, generando un ribasso della Tari di circa il 30%”.

Ma la consigliera del M5S non si ferma qui e prosegue.

Quando si parla di rifiuti il punto non è il dovere dei contribuenti di essere in regola con il tributo, auspicio scontato e che nessuno ha mai messo in discussione, ma le mancanze del Comune nell’assicurare i servizi pagati con quel tributo che esso è tenuto ad incassare.

Il tema della lotta all’evasione ed alla morosità deve essere una priorità per l’amministrazione comunale, riaffermando il principio del “pagare tutti per pagare meno”.  Un bravo ed attento amministratore riesce a tenere bassa la tassazione a fronte di servizi eccellenti, vedesi comuni limitrofi.  L’evasione e la morosità si combatte colpendo chi evade e mettendo in condizioni chi non riesce a pagare di farlo. Non certamente colpendo chi paga ed offrendo servizi pessimi e tasse altissime.  Tutto ciò che quest’amministrazione non è stato in grado di fare”.

Con delibera n. 91 del 15/07/2016, ricorda la Maio, l’amministrazione Pepe deliberò per il ripristino della gestione per la riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali del comune mediante ricorso all’ex Equitalia S.p.A.

Nel 2018 il comune di San Giorgio del Sannio indice una procedura negoziata mediante offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento in concessione del servizio di supporto riscossione coattiva delle entrate tributarie, extratributarie e patrimoniali. Si aggiudica l’appalto una ditta con sede a San Giorgio del Sannio salvo poi scoprire che tale ditta non ha le autorizzazioni al recupero coattivo. Viene rifatta la gara di affidamento e fine 2019 la nuova aggiudicataria è un’azienda della provincia di Salerno. Nel frattempo è arrivato il Covid.

Un comune serio – riprende allora la Maio – riesce a farsi pagare senza lo spauracchio della riscossione forzata. Per anni hanno tollerato di tutto per non turbare gli equilibri e non urtare la suscettibilità dei serbatoi elettorali.

Infatti in 4 anni hanno affidato a 3 soggetti diversi il servizio di riscossione.

Francesca Maio, dunque, esprime piena “solidarietà” ai dipendenti della GPN, società incaricata del servizio raccolta, “che non percepiscono lo stipendio da mesi e che sono stati costretti ad aderire allo stato di agitazione, certamente non improvviso, come scritto dal duo Mauta-Pepe, ma scontato, perché tutto ha un limite”.

Nel mio piccolo – la conclusione – farò pressioni affinché si trovi una veloce soluzione. Per il resto, ormai manca poco ad una nuova alba, però se avesse un minimo di amore per questo paese, l’attuale amministrazione, potrebbe anche dimettersi e liberarci prima”.

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