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Solofra| Il Consiglio approva un documento contro la soppressione del Pronto Soccorso

Solofra| Il Consiglio approva un documento contro la soppressione del Pronto Soccorso

10 Giugno 2021 | by Redazione Av
Solofra| Il Consiglio approva un documento contro la soppressione del Pronto Soccorso
Politica
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(alca) – Dopo un ampio dibattito, che ha visto protagonisti gli amministratori e i consiglieri comunali e regionali presenti, a Palazzo Orsini,  l’assise di Solofra, allargata per la discussione sulla soppressione del Pronto Soccorso dell’ex ospedale “Landolfi”, ha votato all’unanimità un documento che chiede l’attuazione della previsione delle attività e delle funzioni del presidio. Prima, però, il sindaco Michele Vignola ha tirato le fila del discorso e fatto alcune considerazioni. In sostanza, mettendo in luce che le modifiche apportate alla configurazione del nosocomio conciario sono dipese totalmente dal direttore generale del “Moscati”, Renato Pizzuti, e non dalla giunta regionale, né tantomeno da DeLuca. Proprio Pizzuti, in quanto manager dell’azienda ospedaliera che comprende, ormai, dall’atto di fusione sancito dal decreto 29, ha fatto una scelta – ha spiegato Vignola – affermando che a 15 km da Solofra, in una direzione e nell’altra, ci sono due Pronto Soccorso: uno ad Avellino e l’altro a Mercato San Severino.

Vignola ha anche fatto un appello all’unità in questa battaglia su un diritto fondamentale, quello alla salute, per l’intera comunità  e invitato il presidente della Provincia, Domenico Biancardi, a rappresentare un interesse che è comune per l’intera Irpinia.

Questo il testo del documento approvato.

PREMESSO che il piano ospedaliero regionale approvato dalla Regione Campania durante la gestione Commissariale della Sanità in Campania e dal Ministero della Salute, prevede il mantenimento del presidio di pronto soccorso presso l’ospedale “A. LANDOLFI” di Solofra;

CONSIDERATO che la soppressione del pronto soccorso (PS) costituisce un sostanziale snaturamento del significato stesso di un presidio ospedaliero, in quanto sappiamo che gli ospedali si dividono in ospedale sede di pronto soccorso, ospedale sede DEA di primo livello, ospedale sede DEA di secondo livello;

CHE, pertanto, la presenza del PS è il presidio di base di qualunque ospedale;

RICORDATO che la chiusura del PS presso l’Ospedale “LANDOLFI” di Solofra, oltre a non essere stata chiesta dal Ministero della Salute, non è prevista neppure da un eventuale nuovo piano ospedaliero, e questo perché il piano ospedaliero regionale vigente è di recente approvazione, e, tra l’altro, non è stato neppure ancora completamente attuato, tanto è vero che devono essere ancora approvati  i singoli atti aziendali;

ATTESO che la chiusura del PS è, invece, semplicemente il frutto di una decisione organizzativa interna dell’Azienda Ospedaliera “MOSCATI” di Avellino;

CHE tale decisione non è motivata neppure dalla necessità di razionalizzazione o riduzione della spesa, dal momento che, al contrario, l’attuale contingenza legata alla pandemia da Covid 19  ha determinato la previsione di finanziamenti per la sanità intesi all’apertura di nuova ospedali, sia pure ospedali di comunità e di nuove case della salute, in aggiunta agli ospedali già esistenti ;

RITENUTO che non vi è alcun fondato motivo per la soppressione del  pronto soccorso presso l’Ospedale “A. Landolfi” di Solofra, in quanto:

·       I dati storici negli anni del PS soccorso di Solofra fanno rilevare un elevato numero di pazienti trattati, fino a superare i 20 mila accessi annui;

·       Il PS dell’Ospedale  ”LANDOLFI” non è il pronto soccorso di Solofra o dei Comuni limitrofi, ma è un pronto soccorso inserito nella rete dell’emergenza – urgenza della Provincia di Avellino e della Regione Campania, così come lo sono tutti e quattro i PS di Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi, Avellino e Solofra;

·       L’accesso al PS di Solofra avviene da tutta la Provincia di Avellino;

·       Con la chiusura del PS di Solofra, l’ospedale “MOSCATI”  verrà certamente danneggiato dall’aumento di afflusso di pazienti, e non potrà, perciò, dedicarsi alle cure di eccellenza che gli competono, essendo stato tale ospedale qualificato come azienda di livello nazionale;

·       Non si può dire che la ridotta distanza chilometrica tra Solofra ed Avellino giustifichi la chiusura del PS, e ciò è facilmente dimostrabile poiché ci sono tanti ospedali in Campania che distano tra loro meno dei quindici chilometri che separano Solofra da Avellino, un esempio per tutti, è quello dei  presidi ospedalieri di Mercato San Severino e di Salerno, che pure fanno parte la stessa azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”;

·       Soprattutto in assenza di una efficace medicina territoriale, è indispensabile attuare un discorso di integrazione tra Ospedale ed ASL e tra gli ospedali di Solofra e Avellino, e tale discorso di integrazione presuppone necessariamente il mantenimento del PS presso l’ospedale di Solofra;

PER TUTTI I MOTIVI APPENA SOPRA INDICATI

C H I E D I A M O

IL MANTENIMENTO DEL PRONTO SOCCORSO PRESSO L’OSPEDALE “A. LANDOLFI” DI SOLOFRA.

       LA ATTUAZIONE DELLA CARATTERIZZAZIONE,  PREVISTA E NECESSARIA, DI TALE OSPEDALE COME NOSOCOMIO CON PECULIARI SPECIALIZZAZIONI, AFFINCHÈ SI REALIZZI LA DIFFERENZIAZIONE DELL’OFFERTA DI SERVIZI ALLA SALUTE TRA IL PRESIDIO OSPEDALIERO DI SOLOFRA  E QUELLO DI AVELLINO. E di effettuare i lavori previsti e finanziati senza interruzioni delle prestazioni, un reparto per volta.

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