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Avellino| Tagli alla Sanità, Ciampi a De Luca: se blocca gli investimenti, il piano di rientro va rinegoziato

Avellino| Tagli alla Sanità, Ciampi a De Luca: se blocca gli investimenti, il piano di rientro va rinegoziato

15 Luglio 2021 | by Redazione Av
Avellino| Tagli alla Sanità, Ciampi a De Luca: se blocca gli investimenti, il piano di rientro va rinegoziato
Politica
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Per capire se i tagli alla Sanità in Irpinia dipendono da strategie politiche, vedi l’assenza di elezioni amministrative al Comune capoluogo (mentre si vota a Napoli, Salerno, Caserta e Benevento), il consigliere regionale del M5S, Vincenzo Ciampi, propone al governatore Vincenzo De Luca di rinegoziare il piano di rientro al Ministero della Salute. “Solo così capiremo se il rispetto della spesa è il vero motivo della chiusura del Pronto Soccorso all’ospedale Landolfi di Solofra”. Ecco la sua proposta lanciata questo pomeriggio nel primo dei due giorni programmati per ascoltare idee e bisogni dei cittadini al Circolo della Stampa di corso Vittorio Emanuele. Un modo per stanare le vere intenzioni e i reali obiettivi del presidente della giunta regionale che “effettua dei tagli in Irpinia in un momento in cui, a causa del Covid, in questo settore si dovrebbe investire. Resta un dubbio: vuoi vedere che le riduzioni si applicano solo nella provincia il cui capoluogo è l’unico della Campania dove quest’anno non si vota?”.

“Il mio appello al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è di avviare immediatamente un’interlocuzione con i ministeri competenti per rinegoziare il piano di rientro dal deficit in sanità della Regione Campania. Alla luce della pandemia gli interessi della popolazione campana, in particolare quelli delle aree interne, richiedono una nuova e diversa rimodulazione delle risorse nazionali oltre che una profonda rivisitazione del piano ospedaliero. La soppressione del pronto soccorso all’ospedale di Solofra dà la misura di come sia fraintesa l’emergenza innescata dal Covid e come non sia stata recepita la richiesta del territorio, dei medici, della comunità scientifica di rivedere l’approccio con la medicina di prossimità, dei piccoli ospedali in riferimento proprio alle funzioni di vigilanza e primo filtro in caso di pandemia.

Ma è tutta la concezione della medicina e della sanità pubblica come capitolo di spesa che non risponde al dato di realtà. Di qui la necessità di rinegoziare il piano di rientro dal deficit in sanità che, come si sà è ben lungi da essere completato, visto che la procedura è ancora sotto l’osservazione dei ministeri. Il timore che si ritorni in regime di commissariamento (il vero incubo di De Luca che spiega la sua propensione ai tagli lineari) può essere superato soltanto tornando a Roma per rinegoziarne i termini.

La voce grossa caro presidente non va fatta sulla minaccia di chiusure e lockdown, nè tantomeno imponendo alla popolazione scelte calate dall’alto come nel caso dell’Irpinia. Non ci sono più le condizioni per fare della sanità il territorio delle scorribande elettorali e clientelari. Prima la salute, bene non negoziabile politicamente”.

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