Riflettori puntati sulla riunione del Campo Largo o meglio di quello che potrebbe essere il Campo Largo. E’ il PD che ospita il vertice cui Mastella, che delga a rappresentarlo Marcella Sorrentino, guarda con una certo interesse sebbene anche lui sappia che riprodurre automaticamente anche qui nel Sannio lo sachema regionale è cosa complicata assai. E forse nemmeno voluta.
E allora sapendo che il PD decariano gli è ostile punta sulle anime a quello ribelli non tanto per la costruzione di un soggetto politico a lunga scadenza ma per arrivare a rieleggere Lombardi tra un mese. E allora l’Area Progressisti e Riformisti per esempio; per essere più chiari Italo Palumbo oppure per altri versi Antonella Pepe e per il voto il genitore Angelo sindaco di Apice e una buona parte dei sindaci PD che non guardano a Largo Guerrazzi ormai da tempo, vedi Angelo Marino, Peppe Ruggiero e il fu dem Peppe Addabbo. Tutti disposti, su posizioni non convergenti, a dialogare fittamente con Mastella.
E gli altri?
Non derogherà dal Campo il Movimento 5 Stelle ormai da tempo allineato al sindaco di Benevento, antitetici quelli di AVS che ci saranno “ma per rimarcare una posizione netta e chiara di appartenenza a un campo largo che non includa i mastelliani, secondo il modello della coalizione nazionale di centrosinistra. Non siamo assolutamente disposti ad appoggiare la candidatura di Nino Lombardi, né tanto meno quella di Cataudo! Ci hanno invitato e saremo presenti, ma solo a queste condizioni.”
E i socialisti? Ci saranno con una nutrita partecipazione; Miceli, Moccia e Iavarone. Per Luigi Perifano “la situazione è molto confusa e quello di stasera è un primo incontro, ma potrebbe essere anche l’ultimo. Non dó nulla per scontato”.
In realtà, a scanso di grosse novità clamorose, non ci sono elementi per dedurre una mutata condizione dei fatti. Mastella sa che non potrà contare sui voti ponderati dell’opposizione consiliare, aveva detto di essere avversario di questo PD e dell’opposizione consiliare fieramente avversa a lui tagliando ogni possibilità di convergenze dopo l’attacco della minoranza sull’affaire Santamaria. E allora va a caccia di voti proLombardi perchè forse presagisce che la rielezione non è poi tanto scontata. E interessato alla riunione anche quel centrodestra composto da Fratelli d’Italia e Lega che vuole Cataudo e non Lombardi per dedurre politicamente la strada da percorrere. Che sembra già segnata e non da oggi.