breaking news

Rotondi – parla l’ex consigliere Esposito: «Mi hanno fatto indagare per quattro anni»

Rotondi – parla l’ex consigliere Esposito: «Mi hanno fatto indagare per quattro anni»

9 Marzo 2016 | by Anna Liguori
Rotondi – parla l’ex consigliere Esposito: «Mi hanno fatto indagare per quattro anni»
Politica
0

Come l’ex sindaco Antonio Russo rompe il silenzio a Rotondi così arriva la replica dell’artefice della caduta anticipata dell’amministrazione comunale. Abbiamo raggiunto l’ex assessore Bartolomeo Esposito e a riguardo ci dice la sua. Che la consiliatura targata Russo abbia avuto dei malumori questo si sa. Lo sì è intuito dalle prime dimissioni di Nello Ilario che, a quanto sembra, è in pole per la candidatura a primo cittadino, ma che di malumori ce n’erano anche tra la maggioranza sull’attribuzione della delega di vicesindaco questo meno. In poche parole l’elemento fondante che ha messo fine all’esperienza amministrativa è girata intorno a tale delega, che doveva essere di Esposito. E se Russo sostiene che «non può finire un’amministrazione per un vicesindaco», Esposito risponde che «non ha avuto mai nessun tipo di conflittualità tra i suoi colleghi» e per questo la carica, per accordi elettorali, doveva essere sua. Esposito alla fine sostiene che «era diventata una spina nel fianco» per Russo, «una palla al piede» proprio perché «era trasparente e non permetteva loro di fare i propri comodi». «Io sono un dipendente pubblico e non ho alcun interesse». Inoltre, l’ex assessore, tira in ballo una vecchia vicenda del 2009 dove è stato indagato per abuso di ufficio per 4 anni e secondo lui «doveva guardarsi dagli artefici di questa indagine». Quasi a puntare il dito contro qualcuno, ma preferisce mantenersi sul vago. Prova a ricostruire i fatti salienti dell’epoca e ricorda che «in sua assenza, senza neanche avere deleghe specifiche, gli hanno proposto di approvare una delibera di giunta illegittima». «E Tonino campanile è a conoscenza di questa cosa», tira in ballo un altro ex consigliere. Il caso specifico riguarda l’acquisto di alcuni terreni siti sul territorio comunale. «Per queste delibere mi sono sentito male e mi hanno portato all’ospedale». Esposito è un fiume in piena e non le manda certo a dire. «Se questi erano i presupposti, allora non dovevano affatto candidarmi». L’ex consigliere ci va giù duro e pieno della sua trasparenza annuncia che «non ha nessuna intenzione di scendere in campo, ma se continuano con queste calunnie allora sarò costretto a candidarmi». Quasi un ultimatum da parte di Esposito che torna anche sul termine «traditore» citato in un manifesto pubblico all’indomani del commissariamento dell’ente. «La parola traditore con cui mi hanno tacciato è senza fondamento, non è nella mia personalità e successivamente vedremo che è il vero traditore». La polemica diventa aspra delineando anche la futura campagna elettorale, già iniziata. Le parole di Esposito, del resto, non sembrano appartenenti ad un esponente che uscirà di scena. Anzi, si prepara una dura battaglia politica da toni per nulla pacati. Almeno così si evince da questi primi giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *