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Il 4 Maggio la presentazione del volume “Gioacchino Toma sorvegliato politico tra artisti, sotterfugi e nobiltà” di Alberico Bojano

Il 4 Maggio la presentazione del volume “Gioacchino Toma sorvegliato politico tra artisti, sotterfugi e nobiltà” di Alberico Bojano

3 Maggio 2018 | by redazione
Il 4 Maggio la presentazione del volume “Gioacchino Toma sorvegliato politico tra artisti, sotterfugi e nobiltà” di Alberico Bojano
Cultura
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Benevento – Il 4 maggio alle ore 18:00, presso la Libreria Masone Alisei ci sarà la presentazione del volume “Gioacchino Toma sorvegliato politico tra artisti, sotterfugi e nobiltà” di Alberico Bojano, pubblicato da Guida Editori. Nella conversazione con l’autore intervengono Giuseppe Castrillo, critico letterario, e Roberto Perrotti, direttore del Festival dell’Erranza. Modera la giornalista Elide Apice. L’incontro è promosso dalla Associazione Culture e Letture con il patrocinio del Festival dell’Erranza.

Giuseppe Castrillo: Studioso di civiltà letterarie, Giuseppe Castrillo è specialista in comparativismo nella letteratura e nelle fasi dell’Ottocento e del Novecento post-unitarie meridionali. Già docente di Lettere e Dirigente scolastico. E’ autore di pubblicazioni e studi storici e letterari.

Roberto Perrotti: Scrittore, saggista e psicologo, Roberto Perrotti è direttore artistico del Festival dell’Erranza, che si tiene a Piedimonte Matese dal 2013. Redattore della rivista Insalutenews, dirige la collana “Solare” dell’Associazione Storica Medio Volturno. Ha percorso più volte a piedi il camino di Santiago. E’ autore di reportage e volumi di racconti.

Alberico Bojano Medico chirurgo ospedaliero. Giornalista pubblicista. Autore del saggio “Briganti e senatori” (Guida Editore, Napoli, 1997) e della raccolta di racconti  “Squarci di vita brigante” (Photocity, 2011). Nel volume “Movimenti sociali e lotte politiche nell’Italia liberale” (FrancoAngeli, Milano, 2001) ha redatto il capitolo “Una comunità del Matese del secondo Ottocento”. Coautore dello sceneggiato televisivo “Casa Matania”, trasmesso da Rai Tre nel 1986 e del volume “La terapia termale della ipoacusia rinogena” (Minieri, Telese Terme, 1991). Ha pubblicato oltre 20 studi storici originali su brigantaggio meridionale, emigrazione transoceanica del XIX secolo, tradizioni e cultura locale. Finalista al Premio letterario “Medio Volturno” (2010) e al Festival della Narrazione “Montesilvano Scrive” (2013). Vincitore del Premio Letterario nazionale “Salva la tua lingua locale” (Roma, 2014) e del Premio Olmo (Raviscanina, 2015).E’ stato curatore di numerosi volumi di argomento letterario e storico (tra gli altri: “Profili storici delle strade di Benevento”, 1985), giornate di studio (“Fare cultura in un’area di emarginazione”, San Gregorio Matese, 2009) e il progetto musicale “Jazz a scuola” (Benevento, 1984).

Gioacchino Toma (1836 – 1891) è uno dei più significativi pittori dell’Ottocento italiano. Fuggito dalla nativa Puglia verso la capitale del Regno delle Due Sicilie, ne fu presto estromesso per il sospetto di cospirazione antimonarchica, ed esiliato sulle montagne del Matese, nell’attuale provincia di Caserta, dove godette del mecenatismo sia della nobile famiglia Gaetani d’Aragona che della borghesia liberale antiborbonica. Attraverso l’approfondimento delle cinquanta opere realizzate in esilio, e qui per la prima volta codificate, il libro “Gioacchino Toma – sorvegliato politico tra artisti, sotterfugi e nobiltà” scritto da Alberico Bojano e pubblicato a Napoli da Guida Editori è una inusuale biografia dell’artista colorata dagli imprevedibili risvolti che si trovò a vivere tra militanza garibaldina, senso di inadeguatezza artistica e necessità di guadagno. Seguendo in dodici capitoli le tappe della sua vita, il libro esamina con rigore storico e con scorrevole capacità divulgativa l’intrigante atmosfera del trapasso dai Borbone ai Savoia, attraverso i tentativi della nobiltà partenopea di resistere alla propria decadenza e i sussulti della nuova, emergente borghesia sabauda tra prepotenze e nuovi equilibri che tanto incisero non solo sulla storia personale dei singoli, ma anche sul destino della popolazione che scoprì di essere divenuta Meridione. Superate le influenze accademiche prima, e le suggestioni di Domenico Morelli poi, le opere di Toma consolidarono nel tempo una solitaria autonomia stilistica che lo rese libero da qualsiasi etichetta di scuola, ma gli costò anche l’amara irriconoscenza dei contemporanei. Non volle mai abbandonare l’impegno didattico per cui fu indimenticato maestro di generazioni di pittori, ma anche di ebanisti, orafi, sarte e ornamentisti, protetto dal calore della famiglia e di colleghi amici quali Giuseppe De Nigris, Michele Lenzi, Antonio Migliaccio, Oreste Recchione, Francesco Sagliano, entro i confini del quartiere Stella di Napoli, dove trascorse la sua non lunga vita, all’oscuro del riconoscimento postumo di una nuova critica che riconobbe nei suoi quadri la insuperata espressione di un potente umano sentire. Dotato di ampio corredo iconografico, questo volume disegna una biografia di Gioacchino Toma che, lontana dal cliché dell’artista romantico ottocentesco, è invece uno spaccato denso di psiche, amore e sofferenza, svelato dalla forza empatica dei suoi dipinti.

 

 

 

 

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