“Avellino è una città che da troppo tempo vive una distanza. Non solo geografica. La percepiscono i cittadini quando devono spostarsi per lavoro o per studio. La conoscono le imprese che incontrano difficoltà a investire in un territorio poco connesso. La vivono ogni giorno i giovani che partono e spesso costruiscono altrove il proprio futuro.
Il tema dei trasporti non è solo tecnico. È una questione profondamente politica e sociale: riguarda il diritto di una comunità a restare dentro i processi del proprio tempo oppure a subirne l’esclusione. Quando una città è isolata perde opportunità, relazioni, crescita.
Per questo il Punto 9 del programma di Avellino in Comune individua nel sistema ferroviario una priorità strategica. La riattivazione della linea Salerno–Avellino–Benevento rappresenta una condizione minima per ricucire le fratture territoriali esistenti. A questa si affianca una prospettiva più ampia: l’elettrificazione della linea e la progettazione di un collegamento diretto Avellino–Napoli integrato con l’alta velocità.
Ridurre i tempi di percorrenza significa incidere concretamente sulla vita quotidiana delle persone: lavoro, università, servizi. Ma significa anche cambiare la percezione stessa della città, che non deve più essere vista come periferica o distante. Una città connessa diventa più attrattiva, più competitiva, più capace di trattenere e attirare energie.
Anche la stazione ferroviaria deve assumere una nuova identità: non più spazio marginale, ma vera porta urbana delle aree interne. Un nodo integrato tra ferro, trasporto pubblico locale, mobilità sostenibile e accoglienza. Il Parco della Stazione, già avviato, va in questa direzione e rappresenta un primo segnale concreto di trasformazione.
C’è un punto centrale che attraversa tutto il ragionamento: Avellino non chiede privilegi. Chiede di essere collegata, di essere parte piena del sistema regionale e nazionale, senza sentirsi ai margini.
“La mia proposta – spiega Nargi – non riguarda solo la visione ma anche la concreta sostenibilità economica degli interventi.
Come già indicato esistono i fondi FESR 2021–2027. A questi si possono affiancare ulteriori risorse legate a programmi specifici per le aree strategiche e interne, oltre alla possibilità di intercettare fondi destinati al cosiddetto Faro. In caso di elezione, la mia proposta, quindi, intende immediatamente istituire una cabina di regia permanente tra Comune di Avellino, Regione Campania, Governo e RFI, con il compito di coordinare le scelte, accelerare i processi e costruire un pacchetto unitario di finanziamento che renda finalmente realizzabili gli interventi infrastrutturali strategici per la città e il suo territorio”.