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La strategia Farm to Fork per la sostenibilità dell’agricoltura europea e mediterranea

La strategia Farm to Fork per la sostenibilità dell’agricoltura europea e mediterranea

6 Novembre 2020 | by Domenico Letizia
La strategia Farm to Fork per la sostenibilità dell’agricoltura europea e mediterranea
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Importanti novità giungono in rapporto alla strategia dell’Unione Europea intitolata “Farm to Fork” per la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Nel corso delle ultime settimane, le organizzazioni agricole e ambientaliste italiane riunite nelle coalizioni Agrinsieme e Cambiamo Agricoltura, Coldiretti, Confcommercio, Assosementi e la CNA sono intervenute per fare il punto sulle opportunità e i rischi per la filiera agroalimentare in una fase delicata e complicata dall’emergenza sanitaria. La “Farm to Fork” è stata studiata per trasformare il sistema alimentare, rendendolo più sostenibile sotto diversi aspetti e riducendo il suo impatto sui Paesi non europei. Le reazioni della società civile alla strategia sono state generalmente positive, soprattutto per gli ambiziosi obiettivi che si pone e per l’approccio globale che la caratterizza. La strategia “Farm to Fork” tocca molti aspetti della filiera, dall’agricoltura fino al modo in cui vengono etichettati gli alimenti.

Questo piano decennale, messo a punto dalla Commissione europea, vuole intraprendere la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente, proponendo misure e obiettivi che coinvolgono l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, passando per la distribuzione. L’obiettivo di fondo è rendere i sistemi alimentari più sostenibili di quanto lo siano oggi e al contempo rispettare, valorizzare e sostenere i sistemi alimentari dei paesi che confinano con il mondo europeo. Una serie di obiettivi relativi anche alla riduzione dell’uso dei pesticidi e delle sostanze chimiche, al miglioramento del benessere degli animali e alla valorizzazione dell’agricoltura biologica. Questi obiettivi dovrebbero essere raggiunti entro il 2030. Sostanzialmente, ridurre le perdite alimentari, preservando parallelamente la fertilità del suolo e andando a ridurre l’uso dei fertilizzanti di almeno il 20% entro il 2030.

La strategia di azione del piano prevede la gestione integrata dei nutrienti, che comprenderebbe un maggior ricorso a tecniche di fertilizzazione di precisione e pratiche agricole sostenibili, soprattutto nei settori critici dell’allevamento intensivo e nella trasformazione dei rifiuti organici in fertilizzanti rinnovabili, da incentivare anche attraverso i Piani strategici della PAC. Un piano d’azione europeo dovrebbe poi contribuire all’obiettivo di raggiungere almeno il 25% della superficie agricola dell’Europa investita ad agricoltura biologica entro il 2030.

La strategia propone anche di dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare nell’Unione, che vale ogni anno 143 miliardi di euro a fronte di circa 88 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari. Inseguire tale strategia vuol dire valorizzare anche la Dieta Mediterranea e le opportunità che il bacino offre ai paesi europei e ai paesi del Nord Africa, con alcuni prodotti che spiccano di importanza in tale contesto, come frutta, olio, vino e cereali.

La storia e le tradizioni cerealicole più importanti sono presenti proprio nel Mediterraneo e nel Sud del bacino, ed è per questo che Gi.&Me. Association, presieduta dall’ing. Franz Martinelli, dopo aver attivato una filiera interessante a Tebourba in Tunisia, sta lavorando ad un progetto pilota, dal titolo Grani Autoctoni del Mediterraneo (InGraMed ), con  Italia, in particolare la Regione Sicilia, e Tunisia,  che potrà essere anche attualizzato in altri contesti territoriali del Mediterraneo e dell’Europa. Tale progetto parte da una ricerca per  l’acquisizione delle informazioni sullo stato dei raccolti, del prodotto e dei processi lavorativi, con l’individuazione dell’ambito territoriale in Italia e in Tunisia, l’elaborazione di protocolli di coltivazione che inseguano la sostenibilità, il miglioramento della qualità del prodotto, la sperimentazione in loco e la creazione di un portale digitale, con una parte informativa destinata agli agricoltori e una parte destinata ai consumatori, attraverso la promozione dell’e-commerce.  La strategia che l’Europa sta implementando vuole valorizzare l’apporto dell’agricoltura nel contrasto ai cambiamenti climatici e per la tutela delle risorse naturali, riconoscendo agli imprenditori agricoli il ruolo di custodi della sicurezza alimentare e quindi riportare l’attenzione sul tema della sovranità alimentare, del rispetto alimentare e culturale delle varie civiltà e della sostenibilità.

 

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